Container a scuola e una classe in meno, protesta dei genitori

Una sola prima a tempo normale: «Ma sarebbero 33 in aule provvisorie»

GOITO. A metà maggio l’amministrazione comunale di Goito aveva dato l’annuncio: con l’aggiudicazione dell’appalto, i lavori per il nuovo polo scolastico da cinque milioni avrebbero preso presto il via. E avendo una durata stimata di un anno e mezzo, sarebbero avvenuti per buona parte in contemporanea con il prossimo anno scolastico, facendo spostare i ragazzi, a turno, in strutture mobili predisposte in cortile. «Sono classi mobili e non banali container – aveva tranquillizzato l’assessore Paolo Boccola -. Nulla da invidiare alle aule tradizionali».

Ma ora che l’intervento si avvicina, e che l’attenzione di tutti, insegnanti e genitori, si concentra sul prossimo anno, emergono le preoccupazioni. A scatenarle non è tanto, o comunque non solo, l’entrata in servizio da settembre delle aule mobili, che dovrebbero riempirsi fino a Pasqua degli alunni della elementare e da Pasqua all’estate 2022 di quelli delle medie.

No, a esacerbare gli animi è soprattutto una questione che riguarda la partenza delle prime elementari. A Goito l’offerta prevede tempo normale (prolungato) e tempo pieno. Ma quest’ultimo raccoglie meno tante adesioni, tant’è che lo scorso anno c’erano tre prime: due a tempo normale, una a tempo pieno.

Ma quest’anno l’indicazione arrivata dal provveditore indicherebbe una stretta: due sole classi, una di un tipo e l’altra dell’altro. «Ma così sarebbe un disastro – dicono i genitori – nell’unica classe a tempo normale ci sarebbero 29 bambini. E due sarebbero certificati, quindi seguiti da insegnante. Insomma, si arriverebbe a un totale di 33 persone in un’aula e per di più container, con il Covid e tutto il resto...». Tra l’altro, aggiungono, «una norma prevede che nelle classi con bimbi certificati non ci possano essere più di venti alunni» e «ci hanno detto che i container possono ospitare al massimo venti persone».

Tirato in ballo per i container, il Comune dice che non c’è niente di cui preoccuparsi: «Si tratta di aule mobili – dice Boccola– e possono ospitare anche più di venti alunni. In più verrà scelto un layout dove i numeri delle norme anti-Covid sono ampiamente rispettati. A fine agosto faremo un open day in modo mostrare la sistemazione finale ai genitori».

Dalla scuola, infine, fanno sapere di essere al lavoro per una soluzione del problema, sia agendo sulle classi mobili che sul contenimento delle iscrizioni o lo spostamento su altri plessi dell’istituto. Sabato ci sarà un incontro online con i genitori.

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