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Droga e alcol: cresce il consumo tra i giovani e Arca diventa un argine nel Mantovano

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Al centro di Ospitaletto sono trecento i pazienti in cura. Il presidente: «Lavoriamo in rete coinvolgendo i genitori»  

MANTOVA. Vecchie e nuove dipendenze in aumento, con una scalata sempre più sostenuta nei mesi di pandemia, lockdown e restrizioni. Oggi è la Giornata internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di droga. Arca centro mantovano solidarietà lavora sul territorio da più di 30 anni per recuperare ragazzi tossicodipendenti grazie ad un’equipe di professionisti e un centinaio di volontari. «Quando si parla di dipendenze non si parla più solo di droghe – spiega il direttore generale Sergio Bovi – Basti pensare ai disturbi alimentari e, in particolare dopo il lockdown, alle dipendenze da internet e giochi online. Ci sono genitori disperati per le ore passate dai figli allo smartphone o a giocare davanti a uno schermo. Le restrizioni legate alla pandemia, inoltre, hanno cambiato il modo di reperire le sostanze. Che avviene via social. C’è poi il tema del consumo di alcolici da parte dei minori tra le mura domestiche, aumentato del 153% in Italia nei mesi del lockdown, e dell’uso di cannabis, la cui crescita è stata certificata con le analisi compiute nelle reti fognarie».

Si moltiplicano in questi mesi gli studi che individuano un nesso di causa-effetto tra pandemia e aumento del consumo di alcol e sostanze psicoattive. Diverse ricerche indicano aumenti sostanziali nel consumo di alcol (10-23%), cannabis (6-8%), altre droghe (3%). Due sono le risposte emotivo-comportamentali estreme allo stress da Covid-19: la sindrome da stress traumatico e la sindrome da disinteresse per il Covid-19. Entrambe, in base alle ricerche, hanno tra le conseguenze un aumento dell’uso di alcol e droghe. Negli spazi di Arca, ad Ospitaletto, è attivo lo Smi Il Filo (servizio multidisciplinare integrato), struttura equiparabile ai SerD pubblico (servizio dipendenze patologiche), ma gestita dai privati. Undici gli Smi in Lombardia, uno solo, quello di Ospitaletto, nelle province di Mantova e Cremona. «Abbiamo 300 cartelle di pazienti aperte, un numero cresciuto molto nei mesi della pandemia – racconta il direttore sanitario Clemente Attolini – Un impegno al quale si è aggiunto quello per il Covid, con mille tamponi naso faringei e altrettanti prelievi da dito per rilevare gli anticorpi fatti nella struttura. Qui accanto sono in corso i lavori per il nuovo edificio che ci ospiterà». «La filosofia alla base del nostro operato è quella del Progetto Uomo ideato da don Mario Picchi negli anni 70 – aggiunge il presidente di Arca, Maurizio Mirandola – Il primo passo è far capire ai ragazzi che la droga è la risposta sbagliata a problemi preesistenti e far trovare loro la propria motivazione al cambiamento. E lavorare in rete, coinvolgendo i genitori». 

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