Il Mazzali cresce ancora: ecco il poliambulatorio

È a disposizione del personale sanitario della Fondazione. Gazzoni: un servizio che diamo ai nostri utenti e cittadini

MANTOVA. Un nuovo poliambulatorio, con ambienti ristrutturati e perfettamente in linea con l'attuale normativa sanitaria. La Fondazione Mazzali di via Trento continua nell'opera di rinnovamento e potenziamento delle sue strutture. Dopo l'inaugurazione, avvenuta un mese fa, del centro diurno e della cucina, il 26 giugno si è tenuto il taglio del nastro dei locali che ospitano il poliambulatorio, situato al piano terra dell'ala sud.

Due gli accessi autonomi, con una terza entrata dall'interno dell'androne. I quattro ambulatori sono riservati al personale sanitario della Fondazione che attualmente comprende medici geriatri, fisiatri, ortopedici e del lavoro, psicologi, dietista, logopedista e personale infermieristico, in parte dipendenti della fondazione, in parte liberi professionisti. Nel rispetto delle normative anti Covid-19 non saranno funzionanti contemporaneamente più di due ambulatori. Nella stessa area sono stati ricavati un ufficio, tre bagni con antibagno, uno spazio di attesa e un ripostiglio, tutti collegati da un corridoio. Il costo totale della ristrutturazione supera i 120 mila euro, interamente finanziati con risorse della fondazione.

«Si tratta di un servizio importante che diamo ai nostri utenti e cittadini – spiega la presidente Mara Gazzoni – In questi anni la Fondazione Mazzali ha cambiato aspetto ed è sempre più vicina al territorio. Negli ambulatori operano importanti figure professionali che seguono in maniera ottimale i pazienti. Siamo orgogliosi dei lavori fatti in questi anni. A dispetto del periodo difficile, per tutti, legato alla pandemia, andiamo avanti con i nostri progetti, in modo da rendere la Fondazione Mazzali un punto di riferimento sempre più centrale per la nostra città e non solo. Dopo mesi, in questo periodo abbiamo anche riaperto le visite parentali, con massima soddisfazione dei nostri ospiti e dei loro famigliari. La struttura è a pieno regime e finalmente riusciamo a vedere la luce in fondo al tunnel».

Gli ambienti saranno utilizzati prevalentemente dagli utenti del Consultorio geriatrico della Fondazione, che include il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze, servizio deputato alla valutazione, diagnosi e al trattamento dei disturbi cognitivi e demenze. Il Cdcd, che ha preso il posto dell’Unità valutativa Alzheimer, è abilitato alla prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale dei farmaci anti Alzheimer. Al Consultorio si effettuano prime visite, visite di controllo e compilazione-aggiornamenti di piani terapeutici. «Nel 2019 – aggiunge Gazzoni – sono state fatte in tutto quasi 2.000 visite e più di 300 piani terapeutici».

La Fondazione si avvale anche di psicologi libero-professionisti che si occupano sia di pazienti interni alla fondazione che esterni, con particolare riferimento alla prevenzione e alla cura del decadimento cognitivo. L’équipe tiene anche incontri di sostegno ai caregivers, impegnati nel faticoso compito dell’assistenza. Dietista, logopedista e infermiera sono dipendenti della fondazione e si occupano occasionalmente di utenti esterni. 

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