Bollette rifiuti più care del 5% «Ma con 1,5 milioni di aiuti»

Polemica Un camion di rifiuti nell’impianto di Pieve Mantova Ambiente dà lavoro a circa 270 dipendenti

L’aula approva a maggioranza le nuove tariffe per la raccolta e smaltimento. Murari: ora tocca al gestore definirle, quelle presentate erano sbagliate

MANTOVADa una parte 550mila euro in più, sul piano finanziario rifiuti di quest’anno rispetto a quello 2020: un aumento che costerà un rincaro del 5% delle bollette. Dall’altra parte 1,5 milioni di euro che il Comune mette sul piatto per contenere i rincari e, soprattutto, per introdurre riduzioni delle tariffe e agevolazioni a famiglie e imprese. È la chiusura, in consiglio comunale, della lunga partita sul piano rifiuti e sulle nuove tariffe che hanno tenuto l’aula impegnata per quasi quattro ore di duro scontro tra maggioranza e opposizione.

Per ora, però, non si conoscono ancora le tariffe per singole categorie, le utenze non domestiche, e nemmeno quelle per le utenze domestiche: saranno rese note più avanti «quando – ha detto l’assessore all’ambiente Andrea Murari verranno calcolate da Mantova Ambiente e dopo che avremo fatto un’accurata ricognizione su tutte le utenze per capire quelle che, soprattutto non domestiche, hanno chiuso a causa dell’emergenza Covid o sono passate, come consente loro la nuova normativa, ad un gestore privato». Il fatto che alla delibera sul Pef non fosse allegata la tabella con tutte le tariffe ha suscitato le proteste della minoranza di centrodestra. A tal proposito, Baschieri di Forza Italia ha presentato, in inizio seduta, una mozione d’ordine per rinviare al 31 luglio, nuova scadenza fissata proprio ieri dal Governo, l’approvazione delle nuove tariffe. «Non possiamo approvarle al buio, forse era meglio se l’azienda fosse venuta in aula a spiegarci » ha fatto eco Stefano Rossi di Mantova ideale. La mozione, però, è stata respinta dalla maggioranza. «Eppure- ha detto Baschieri – Mantova Ambiente mi ha riferito di averle inviate in Comune». Murari ha risposto, durante la discussione sulle modifiche del regolamento: «Non c’è alcun mistero» sulle tariffe: «I nostri uffici diffondono solo dati corretti e quelli di Mantova Ambiente, basati sulla relazione del consulente Utilititeam, non lo sono. Quella relazione è totalmente sbagliata e ha creato solo allarmismo». La tensione si è alzata con la bocciatura dell’emendamento proposto di Tonelli (Lega) di togliere le agevolazioni ai circoli ricreativi. La delibera è passata con i sì della maggioranza e di Costani (Saf) e l’astensione del centro destra e di Bertellini (misto).

Sul piano finanziario dei rifiuti, lo scontro tra maggioranza e opposizione si è fatto più duro. Gorgati (Lega) ha sottolineato come la «galassia Tea sia tutto in ribollire» riferendosi anche alla vicenda della vendita della rete del gas su cui proprio ieri i dipendenti della multiutility hanno scioperato. Ha quindi parlato dei crediti inesigibili, le bollette non pagate, che stanno costituendo un grosso problema per Mantova Ambiente e, di conseguenza, per Tea. Murari ha replicato ricordando che a «mettere in difficoltà Mantova Ambiente sono stati i dieci Comuni che si sono affidati ad un gestore privato». Sugli insoluti è intervenuto il sindaco Mattia Palazzi per dire che «abbiamo scelto di proposito di non mettere gli insoluti pre gara, quelli maturati prima del 2016 e quindi non con noi, nel piano finanziario. Anzi, dico che li pagheremo fuori Pef accollandoli al bilancio comunale. E se sarà obbligatorio metterli nel Pef, stanzieremo cifre analoghe del nostro bilancio». Il piano è stato poi approvato a maggioranza più il voto di Costani e Bertellini e il no del centro destra.

L’ultimo punto era proprio quello delle tariffe. È stato il momento degli emendamenti, ben dodici da parte del centro destra e uno della maggioranza, approvato, che prevede l’abbuono della tariffa per i pensionati al minimo over 65enni. Dei 12 emendamenti del centro destra, approvato solo quello di Tonelli (Lega) per una riduzione del 20% per bar, pizzerie e ristoranti che non hanno utilizzato l’interno. Il voto finale sulla delibera: centrodestra non partecipa, la Costani si astiene: sì solo del centro sinistra.

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