Le truffe e un pestaggio: gli ultimi giorni di caos dell’Andromeda

Due procure indagano su ciò che accadde nell’autosalone. Oggi il carabiniere Montella rischia una condanna pesante

CASTIGLIONE. Da una parte la Procura di Brescia, dall’altra quella di Piacenza. Entrambe alla ricerca della verità. Cosa è successo all’Andromeda di Castiglione nei primi due mesi del 2020? Stando alle indagini tuttora in corso, l’autosalone sarebbe stato teatro di un’estorsione e di circa trecento casi di truffa.

Oggi nel tribunale di Piacenza l’appuntato Giuseppe Montella, uno dei cinque carabinieri arrestati il 22 luglio dell’anno scorso a seguito dell’indagine che portò per la prima volta al sequestro di una caserma dell’Arma, la Levante di Piacenza, rischia una condanna per estorsione: secondo l’accusa a febbraio 2020 il militare si sarebbe reso protagonista di una vera e propria missione punitiva a Castiglione, minacciando e picchiando un paio di venditori dell’Andromeda per ottenere a prezzo scontato una Audi la cui consegna era stata rimandata più volte. Su Montella, detenuto nel carcere di Pavia fino a ieri, quando alla vigilia della sentenza gli sono stati consessi gli arresti domiciliari, pendono 58 capi di imputazione: lui e altri militari si sarebbero macchiati di diversi reati tra i quali abuso d’ufficio spaccio, arresto illegale, falso, truffa e lesioni.

In aula l’appuntato ha ammesso di aver comprato l’auto a Castiglione e pure di aver fatto pressioni perché gli fosse consegnata in tempi brevi, ma sostiene di aver minacciato e picchiato i venditori soltanto per difendersi da un tentativo di raggiro: «Mi volevano truffare, quindi li ho spaventati». Secondo la difesa del carabiniere, quindi, non si sarebbe trattato di estorsione bensì di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La vicenda Montella, al netto della sentenza attesa per oggi, non fa altro che gettare nuove ombre sulla Andromeda.

Durante il processo di Piacenza riguardo alla presunta estorsione, è stato chiamato a deporre anche Andrea Frecentese, venditore di auto che ha lavorato nell’autosalone di Castiglione nei primi due mesi dell’anno scorso. Il 45enne, detenuto a Udine con l’accusa di aver truffato decine di persone (in un’indagine diversa da quella della Procura di Brescia su Andromeda), è stato sentito come persona informata sui fatti: era presente quando due colleghi furono aggrediti da Montella.

Insomma, le indagini sono ancora in corso ma di certo c’è che nell’autosalone castiglionese a febbraio 2020, prima che l’attività chiudesse i battenti dopo aver incassato circa 300 bonifici da clienti a cui non sono mai stati consegnati i veicoli per i quali avevano pagato in anticipo, succedeva di tutto.

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