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Sindaci e genitori in piazza per difendere l’Agrario di San Benedetto Po

Borsari: «Per noi sindaci è meglio chiudere un Municipio che una scuola». Lasagna: «Non accettiamo che sia affossato l’Istituto». La rabbia delle mamme

SAN BENEDETTO PO. Un no corale alla soppressione della classe prima dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente è stato espresso nella manifestazione che nel pomeriggio di giovedì 1 luglio ha radunato davanti all’Istituto i sindaci e gli assessori dell’Oltrepò, da Suzzara a Sermide-Felonica, il presidente del Consorzio dell’Oltrepò Alberto Borsari, la rappresentante della Provincia Francesca Zaltieri, insieme a docenti, studenti e genitori. Se la dirigente dell’Istituto Strozzi Moscatelli, dopo aver fatto il possibile per evitare la non attivazione della classe, non ha potuto che prendere atto della decisione, il territorio invece si è mostrato coeso nel sostenere la necessità di dare continuità alla scuola. «La scuola è un bisogno primario per i nostri giovani – ha affermato il sindaco Roberto Lasagna - e non possiamo accettare che le decisioni dipendano solo dai numeri con la prospettiva di affossare un Istituto che è un unicum nel territorio sia per la didattica e la pratica sia per l’accoglienza e l’inclusione. Da parte nostra abbiamo sempre cercato di collaborare per migliorare le possibilità di trasporto e favorire la frequenza degli studenti». A sua volta Zaltieri ha ricordato i recenti interventi migliorativi degli enti locali come la tinteggiatura delle aule, l’allestimento di un ascensore, l’allacciamento alla fibra, che devono trovare risposte in investimenti umani. Tutto ciò, per offrire un arricchimento formativo in un luogo, come l’Oltrepò, vocato alla cultura agricola e ambientale. «La filiera della formazione agro-alimentare – ha spiegato – deve essere mantenuta ricca, poiché la Provincia ha già attivato la nuova progettualità degli ITS ad indirizzo agro-alimentare sostenibile, per immettere sul mercato del lavoro tecnici che sono già molto ricercati». «Il nostro territorio – ha aggiunto Borsari - è da tempo penalizzato per la scarsa popolazione, la difficoltà dei trasporti e non vogliamo che continui ad esserlo. È meglio chiudere un municipio che una scuola e oggi con la nostra presenza vogliamo caldeggiare l’importanza dei piccoli plessi, che rispondono anche a problemi sociali». L’invito a sostenere la scuola è venuto anche da Oscar Porcelli in rappresentanza dell’Anpi, dall’ex on. Marco Carra, dagli studenti Elia Zilioli e Andrea Bernar. Un forte scontento è stato espresso da Barbara Rossi, rappresentante dei genitori con figli disabili. «Parliamo di inclusione e poi chiudiamo quelle scuole che possono offrirla. Questo era l’unico istituto dove il mio ragazzo era stato accettato, dopo tre dinieghi avuti in altre scuole. Qui, proprio per favorire la sua inclusione, gli era stata assicurata per tutte le ore la presenza di un insegnante di sostegno e di un educatore. Ora ho dovuto iscriverlo al Tecnico di Palidano, dove in classi di 25/30 studenti gli verrà a mancare ciò di cui ha più bisogno».

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