Al Poma di Mantova contagi in discesa: ecco il piano di ripartenza

Cinquanta letti Covid sempre attivi in caso di ripresa della pandemia. Interventi anche nei weekend e smaltimento liste di attesa ambulatoriale

MANTOVA. Cinquanta letti sempre pronti a ospitare i pazienti Covid in caso di bisogno, Bozzolo Covid-free e raggiungimento del 90% dell’attività ambulatoriale erogata prima del Covid e del 100% dei ricoveri programmati.

E ancora, smaltimento delle liste di attesa degli interventi chirurgici con sedute anche nei fine settimana e due sale operatorie – delle dieci attive – dedicate ai pazienti Covid. Tutto questo da realizzare entro il 30 settembre 2021.

Eccolo il piano di ripresa ospedaliera stilato dall’Asst di Mantova grazie al miglioramento della situazione pandemica a livello nazionale e provinciale. Di fatto è il piano per la ripartenza, come previsto da Regione Lombardia per il secondo semestre di quest’anno. Due gli obiettivi fondamentali: sul fronte dell’attività specialistica ambulatoriale si dovrà raggiungere il 90% della produzione offerta nello stesso periodo del 2019, mentre nell’ambito dei ricoveri programmati si punta al 100% del volume di produzione ottenuto nel secondo semestre 2019.

Si procederà dunque per fasi – fanno sapere dall’Asst – l’ultima delle quali da portare a compimento entro il 30 settembre. Per quella data saranno riaperte le strutture chirurgiche nelle loro sedi originarie e l’azienda prevede di mantenere attivi circa 50 posti letto Covid distribuiti nei presidi di Mantova, Borgo Mantovano e Asola. Il presidio di Bozzolo resterà Covid-free.

L’elemento caratterizzante del piano sono i posti letto comunemente definiti “grigi”, che entro la fine del mese di settembre saranno una ventina. Si tratta di letti collocati in stanze isolate con percorsi igienico-sanitari e di sicurezza analoghi a quelli previsti per i setting Covid, ma destinati a pazienti per i quali sussistano dubbi clinici relativi all’effettiva infezione.

«Questa soluzione – si legge in una nota dell’Asst – garantirà flessibilità e dinamicità alla riorganizzazione ospedaliera in base alle eventuali variazioni del quadro epidemiologico».

La riduzione della pressione di pazienti Covid sui reparti di terapia intensiva, semintensiva e per acuti permetterà di incrementare la dotazione di personale da destinare al blocco operatorio e alle degenze chirurgiche. Lo schema organizzativo contempla l’erogazione di prestazioni chirurgiche a bassa-media complessità ad Asola e a media-alta complessità (ad eccezione delle alte specialità) a Borgo Mantovano. La casistica a media-alta complessità chirurgica e di alta specialità sarà concentrata all’ospedale di Mantova.

Le linee direttrici saranno: il recupero dei volumi di produzione chirurgica del secondo semestre 2019, che ha registrato oltre 5.500 ricoveri programmati; lo smaltimento delle liste d’attesa per interventi chirurgici in regime di ricovero programmato, assicurando i tempi massimi d’attesa per classi di priorità; il mantenimento delle prestazioni chirurgiche in emergenza-urgenza; la graduale riattivazione dei ruoli centrali di Asst nelle reti tempo-dipendenti (ictus, infarti, ecc.) regionali.

A Mantova e Borgo Mantovano saranno assicurati gli interventi in emergenza e urgenza, oltre un numero in progressione crescente di sedute programmate.

L’ospedale di Mantova, per il suo ruolo di hub provinciale, riserverà anche due delle dieci sale operatorie disponibili a pazienti affetti da Covid o dallo stato infettivo dubbio.

Infine, per incrementare le sedute operatorie e rafforzare le azioni di smaltimento delle liste d’attesa saranno effettuate sedute aggiuntive nel weekend.

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