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Caso oncologia di Mantova, una testimone accusa: «La caposala insultò mia sorella»

Sfilata di consulenti tecnici al processo che vede sul banco degli imputati Maurizio Cantore, 62 anni, primario del reparto di oncologia dell’ospedale di Mantova e i medici Roberto Barbieri, 53 anni di Parma, Carla Rabbi, 61 anni e Maria Donatella Zamagni, 64 anni. Sono tutti accusati di omicidio colposo, lesioni aggravate e falso in atto pubblico

MANTOVA. Sfilata di consulenti tecnici  al processo che vede sul banco degli imputati Maurizio Cantore, 62 anni, primario del reparto di oncologia dell’ospedale di Mantova e i medici Roberto Barbieri, 53 anni di Parma, Carla Rabbi, 61 anni e Maria Donatella Zamagni, 64 anni. Sono tutti accusati di omicidio colposo, lesioni aggravate e falso in atto pubblico. La testimonianza che ha maggiormente colpito è stata quella della sorella di una donna deceduta nel 2018, per un tumore invasivo curato nel reparto di oncologia. Sono frasi che la testimone ha riferito in quanto apprese dai carabinieri del Nas, nel corso delle intercettazioni che, a onor di cronaca, non sono state ammesse come prove nell’attuale procedimento penale. La testimone ha raccontato al giudice Giovanna Camillo che la caposala dell’oncologia dell’epoca, parlando con il primario della donna ricoverata, l’avrebbe insultata in modo molto pesante. E, in un’altra occasione, avrebbe detto alla paziente che ormai «aveva esaurito il bonus dei ricoveri». Da quel momento, infatti, era passata alle cura palliative.

L’indagine era nata cinque anni fa dopo un esposto presentato in procura da due oncologhe, Francesca Adami e Beatrice Pisanelli che, in un primo momento, erano state allontanate dal reparto perché in disaccordo con il primario sulle terapie adottate su una parte dei pazienti.

A suscitare la protesta dei due medici sarebbe stato l’utilizzo intensivo di pratiche chemioterapiche cosiddette locoregionali – con la somministrazione di farmaci antineoplastici ad alte dosi in specifiche aree anatomiche – anziché quello di farmaci mirati di ultima generazione, più costosi ma secondo loro più efficaci. Esaminata la documentazione medica di 31 pazienti deceduti, tre, alla fine, i decessi entrati nel processo.

La prossima udienza è stata fissata per il 14 settembre: saranno sentiti gli imputati e cinque testi della difesa. 

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