Contenuto riservato agli abbonati

Mantova, morto il 23enne aggredito a sprangate in testa

Copyright 2021 Stefano Saccani, all rights reserved

Il decesso alle venti di ieri sera: ora si indaga per omicidio. Il secondo ferito è in coma farmacologico. Spunta un testimone

MANTOVA. Colpito a sprangate nel corso della sanguinosa aggressione avvenuta giovedì notte sul piazzale della Favorita, non ce l’ha fatta. Atilio Ndrekai, 23 anni, albanese senza fissa dimora, che orbitava nella zona di San Giorgio, è stato dichiarato morto ieri sera, verso le 20.

A tenerlo in vita, nelle ultime ore, erano state le macchine, ma ormai le sue funzioni cerebrali erano irrimediabilmente compromesse. L’indagine della Procura e dei carabinieri segna a questo punto una radicale svolta: non più lesioni gravissime ma omicidio. L’altro aggredito, l’italiano Pier Francesco Ferrari, 35 anni di San Giorgio Bigarello continua a versare in condizioni molto critiche: in questo momento è mantenuto in coma farmacologico.

I carabinieri lavorano senza sosta per dare un nome e un volto agli aggressori che, a quanto pare avrebbero teso un’ imboscata.

Stando alla testimonianza resa da un presunto conoscente dei due - testimonianza che è al vaglio degli investigatori - quella sera gli aggrediti che si trovavano in un bar di Mottella, avrebbero ricevuto una telefonata che li invitava a raggiungere la Favorita. Una volta arrivati sul posto sono stati aggrediti con spranghe e mazze da baseball poi rinvenute in parte dai militari. E questo lascia pensare che si sia trattato di un agguato.

Non è possibile stabilire quanti siano stati gli aggressori ma dagli oggetti trovati sul terreno il loro numero doveva essere considerevole. All’arrivo dei soccorsi e dei carabinieri di loro non c’era più traccia.

Ora diventa di fondamentale importanza capire il movente. Una resa dei conti che ha a che fare con il traffico di droga? Sembra essere l’ipotesi più probabile anche se i carabinieri, in questo momento, non escludono nessuna ipotesi.

Si rivelerà fondamentale la testimonianza, quando e se sarà in grado di fornirla, dell’italiano in coma indotto. Anche per tutta la giornata di ieri gli uomini dell’Arma hanno lavorato sodo per cercare di ricostruire l’accaduto e per identificare le persone che hanno partecipato alla rissa, oltre ai possibili testimoni che potrebbero aver assistito al sanguinoso pestaggio.

Al momento della brutale aggressione stavano lavorando tre paninari che sono stati sentiti dai carabinieri, ma non sappiamo se hanno visto la sanguinosa rissa e quanti ne abbiano fatto parte.

Sul posto i carabinieri hanno ritrovato delle scarpe e tante bottiglie di birra vuote e abiti inzuppati di sangue: qualcuno potrebbe appartenere a uno degli assalitori.

Probabilmente già nella giornata di domani il sostituto procuratore Fabrizio Celenza, titolare dell’indagine, disporrà l’autopsia sul corpo del giovane albanese.

Video del giorno

Assemblea alla Canottieri Mincio: c'è il quorum, il circolo verso la salvezza

La guida allo shopping del Gruppo Gedi