Trenta sanitari mantovani no vax vanno al Tar e Ats presenta il controricorso

La prima udienza si terrà il 14 luglio a Brescia. L’Agenzia di tutela della salute ha già affidato l’incarico ad un legale per stoppare la richiesta di sospensiva dei procedimenti avviati

MANTOVA. Trecento operatori sanitari e medici di Mantova, Brescia, Cremona e Bergamo hanno presentato ricorso al Tar di Brescia chiedendo l'annullamento dell'obbligo vaccinale. L'udienza è prevista il 14 luglio. I mantovani sono una trentina. «Non è una battaglia no vax, ma una battaglia democratica. Qui si obbliga una persona a correre un rischio altrimenti gli viene impedito di svolgere la professione» spiega l'avvocato Daniele Granara, docente di diritto costitruzionale a Genova e Urbino, che ha presentato il ricorso contro le Ats Val Padana, Bergamo, Brescia e Montagna. I ricorrenti invocano l’incostituzionalità del decreto legge del ministro Speranza del primo aprile che obbliga gli operatori sanitari a vaccinarsi pena il trasferimento ad altro incarico o la sospensione senza stipendio. Il ricorso è stato notificato all’Ats Val Padana il 22 giugno e l’Agenzia di tutela della salute di Mantova e Cremona ha già dato mandato ad un avvocato di presentare controricorso per stoppare la richiest adi sospensiva della procedura che Ats sta portando avanti da alcuni giorni nei confronti di coloro che non si sono ancora vaccinati, non hanno prenotato o non hanno comunicato eventuali impedimenti fisici per chiedere l’esonero.

Dopo la notifica del ricorso Ats ritenendo necessario proporre il controricorso ha assegnato l’incarico di rappresentanza e difesa all’avvocato Stefania Vasta di Brescia, cassazionista e docente di diritto amministrativo al dipartimento di Giurisprudenza dell’università di Parma .

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