Secondo mutuo per la farmacia di San Giorgio Bigarello: coprirà l’aumento delle spese

Costi lievitati a 2,3 milioni e calate le vendite di medicinali. Ambulatori e centro prelievi in ritardo di due mesi: perdite stimate in 30mila euro

SAN GIORGIO BIGARELLO. Nuove garanzie fideiussorie alla San Giorgio Servizi per 551mila euro con Banco Bpm per coprire i costi dello stabile con la nuova farmacia e gli ambulatori. Il Comune modifica il metodo di pagamento che ora viene garantito con un finanziamento Cassa depositi e prestiti e un nuovo mutuo Bpm.

«A fine 2019 eravamo partiti con un mutuo in banca di 1 milione e 775mila euro con un prefinanziamento di 1 milione e 200 mila – ricostruisce l’assessore alla salute Laura Spiritelli –Per questo primo mutuo avevamo deliberato la fideiussione perché la San Giorgio servizi è una società a socio unico che è il Comune. Solo noi possiamo dare le garanzie».

Le spese per la costruzione dello stabile (immobili inclusi) poi sono aumentate fino ad arrivare a 2 milioni e 300mila euro. «Il vecchio mutuo non copriva tutto – spiega l’assessore – Ecco la decisione di ricorre a cassa depositi e prestiti che ci ha elargito un mutuo di 1 milione e 700 mila euro. Lo abbiamo ottenuto pochi mesi fa».

A questo punto il Comune ha chiuso il vecchio mutuo in banca per aprirne uno nuovo, più piccolo. Serve solo una nuova fideiussione che verrà discussa in consiglio comunale. «Quali sono i vantaggi di questa azione? Cassa depositi e prestiti offre un mutuo trentennale e non ventennale come la banca e questo ci consente di gestire meglio la situazione – spiega l’assessore –Abbiamo dieci anni in più per il pagamento, un’elasticità che ci permette di respirare».

In consiglio si parlerà anche del bilancio 2020 della San Giorgio servizi. «Abbiamo chiuso il 2020 con una perdita di 94.899 euro – dice l’assessore – Questo è dovuto al fatto che l’unica fonte di reddito era la farmacia che ha avuto nel 2020 un calo di vendite in aprile e in maggio. Mancava il direttore e il Covid non permetteva concorsi. Il cliente probabilmente percepiva un certo disorientamento. Da giugno la situazione si è stabilizzata, per questo si è deciso di non saldare il debito col fondo rischi. La regolarità che ora notiamo ci fa pensare a un possibile recupero».

Restano però gli intoppi sull’avvio degli ambulatori. Dal 30 giugno è arrivato il primo medico di medicina generale e presto arriveranno anche gli altri, ma ancora nessun medico specialistico.

«Abbiamo problemi con le tempistiche di accreditamento dei medici da parte di Ats – rifersice Spiritelli – e i tempi vanno da 30 a 60 giorni». E anche il centro prelievi, che doveva spostarsi nella nuova struttura in questo periodo, fino a settembre resterà in piazza della Repubblica. Questi due mesi di mancati servizi porteranno una perdita stimata in circa 30mila euro. 

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