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Delta: i contagi nel Mantovano salgono a 35, un terzo sono under venti

L’Ats: «Solo tre colpiti dalla variante avevano completato il ciclo vaccinale». Andamento in linea con la media regionale. Anche 30 infettati dalla “brasiliana”

MANTOVA. A fine giugno erano 27 i soggetti colpiti da variante Delta (ex indiana) in provincia di Mantova.Una settimana dopo i casi sono saliti a 35, un terzo dei quali con meno di 20 anni e alcuni minorenni.

Numeri ancora contenuti, fanno sapere dall’Ats Val Padana, grazie a un contact tracing più aggressivo che ne frena la crescita sul nascere.

«Oggi tipizziamo tutti i tamponi positivi con una carica virale elevata – spiega il dottor Luigi Vezzosi dell’unità operativa Malattie Infettive dell’Ats Val Padana – perché la variante Delta non viene rilevata in laboratorio se la carica virale non è congrua. Questi numeri ce li aspettavamo e non siamo sorpresi. Del resto abbiamo visto che dei trentacinque casi, solo tre avevano completato il ciclo vaccinale e altri tre avevano fatto solo una dose. Questo dimostra che questo tipo di variante si insinua maggiormente nei soggetti non immunizzati».

Tra tutti i contagiati dodici sono giovani e giovanissimi, sei over 65 e gli altri diciassette in età adulta. Quanto a distribuzione geografica non ci sono particolari differenze da una zona all’altra: la variante è presente dall’Alto al Basso Mantovano.

Dei trentacinque contagiati sono ancora positivi quattro soggetti e finora i ricoverati sono stati due.

Riguardo le altre varianti presenti nel territorio mantovano sono stati registrati 30 casi di Gamma (brasiliana), 2 di Eta (nigeriana)e 4 di Beta (sudafricana). Il resto dei contagi di base è ancora tutta variante Alfa (inglese).

Secondo le previsioni di Regione Lombardia, però, l’ex variante indiana presto prenderà il posto dell’ex inglese e diventerà prevalente.

«Visto il suo grado di contagiosità, è prevedibile che, a breve, tra due e quattro settimane, la variante Delta possa diventare quella prevalente in Lombardia». Lo ha detto la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, rispondendo ad una mozione presentata in Consiglio Regionale dal consigliere di +Europa Radicali, Michele Usuelli, che proponeva una serie di strategie di contenimento della variante Delta in Lombardia, tra le quali l'accorciamento dell'intervallo di somministrazione della seconda dose di vaccino. «Regione Lombardia ha ben presente il fatto che la possibilità di emergenza di nuove varianti virali possa rappresentare una variabile importantissima nel prossimo futuro e che possa influenzare, non solo l'andamento epidemiologico, ma anche l'efficacia della campagna vaccinale - ha aggiunto -. Con la deduzione che molte attività devono essere poste in atto per incrementare le attività di sequenziamento».

La variante Delta gioca senza dubbio un ruolo fondamentale in questa fase come insegnano i dati del Regno Unito che mostrano che anche qualora ci fosse un aumento significativo dei casi, questi si tradurranno in ospedalizzazioni e morti solo in una minima parte, grazie al processo vaccinale.

I virologi dunque al momento non si aspettano che il servizio sanitario vada in difficoltà nelle prossime settimane visti tra l’altro che gli indicatori legati alle ospedalizzazioni – anche quelli rilevati nel Mantovano – sono ancora in discesa. Certo è che i comportamenti delle persone, come sempre, faranno la differenza e quindi non bisogna lasciarsi andare a condotte inappropriate.

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