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Gli agricoltori a Milano: «Basta danni causati da cinghiali e nutrie»

ASOLANO. Da Canneto ad Acquanegra, il territorio dell'Asolano era tra i più rappresentati ieri a Milano, dove centinaia di agricoltori si sono raccolti per denunciare i continui attacchi degli animali selvatici, nutrie e cinghiali che, con le loro incursioni, distruggono i raccolti, rovinano le coltivazioni e minacciano gli animali allevati, senza contare gli incidenti stradali.

«Sono molto preoccupato - ha detto Nicola Bini, agricoltore e vicesindaco di Acquanegra - I cinghiali sono già stati in essere a Canneto e potrebbero spostarsi nella nostra zona, portando nuovi problemi oltre a quelli provocatori dalle nutrie. Personalmente, a causa di queste, ho avuto produzioni di mais ridotte di un terzo, senza contare il pericolo che si corre ogni giorno a passare con i trattori sui terreni sotto cui si trovano le tane di questi animali con il rischio di ribaltarsi».

"Con il lockdown gli animali si nocivi si sono riprodotti indisturbati e ora il problema sta degenerando - ha detto Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova -. Ora è una questione di sicurezza e chiediamo alla politica di trovare una soluzione efficace e duratura». Per la consigliera regionale mantovana, Barbara Mazzali, "lo Stato deve provvedere ai risarcimenti, perché non interviene per risolvere il problema". L'altra consigliera mantovana, Alessandra Cappellari, ha posto l'accento sulla nutrie: «Non possiamo più adottare soluzioni morbide, perché il piano di contenimento nazionale non è efficace, dal momento che non ci sono fondi. Le Regioni devono potere agire in via autonoma per intervenire insieme agli agricoltori».

Giacomo Morenghi, allevatore di Canneto, ha raccontato i danni causati da una colonia di cinghiali: «Nel 2020 hanno danneggiato il mais di secondo raccolto, mentre quest'anno è andata peggio: abbiamo dovuto riseminare per tre volte il granoturco».

Per Francesco Guarneri, agricoltore e consigliere comunale a Ceresara, «la nutria è un problema sul territorio da almeno venti anni e va eradicato». Il sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio, ha chiesto di ripristinare la caccia al cinghiale a squadre.

Presenti anche i sindaci Giorgio Cappa (Monzambano), Luciano Bertaiola (Volta), e gli assessori Auro Codifava (San Giacomo delle Segnate), Francesco Guarneri (Ceresara), Simone Grecchi (Borgocarbonara), Giovanni Gorni (Rivarolo Mantovano), Niccolò Orsini (Asola), Stefano Alberini (Canneto).

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