Over 60 in fuga dal vaccino, all’open day nel Mantovano solo 5 adesioni

Al primo giorno di accesso diretto senza prenotazione poli vaccinali deserti. L’accorato appello dei medici del Poma: «Non reggeremmo una quarta ondata». Il direttore generale Stradoni: «I numeri sui decessi parlano chiaro, è la categoria più a rischio»

MANTOVA. C’è chi sostiene che una quarta ondata proprio non la reggerebbe e chi ha ancora una riserva di energia e confida nel senso di responsabilità delle persone. Ma la fatica inizia a farsi sentire. Non solo fisica, anche psicologica. 

Il personale sanitario del Poma è preoccupato: i casi di contagio sono in discesa e i ricoveri anche (il 7 luglio però due nuovi ingressi al Poma, ndr) ma le varianti non consentono ancora di abbassare la guardia. E soprattutto manca una grossa fetta della popolazione che non ha ancora completato il ciclo vaccinale: nel Mantovano gli immunizzati con doppia dose sono poco più di uno su tre, contro il 40% in Italia.

L’attenzione è rivolta agli over 60: sedicimila non sono ancora vaccinati e rappresentano la categoria più a rischio di sviluppare sintomi gravi. E purtroppo al momento nemmeno l’iniziativa di vaccinazione appena partita, con accesso diretto e senza prenotazione, ha dato risultati: al primo giorno di open day gli over 60 che si sono presentati agli hubmantovani sono stati cinque, tre al polo Grana Padano Arena e due negli altri hub.

E allora si ritenta con gli appelli. Il più accorato arriva dal pronto soccorso, dove un medico che da un anno e mezzo lotta in prima linea contro il Covid chiede ai mantovani di non sottrarsi alla vaccinazione: «Grazie al vaccino – sottolinea – al pronto soccorso arrivano pochissimi casi, uno-due al giorno e sono tutti non ancora vaccinati. Stiamo tirando fiato dopo mesi di tensione, una quarta ondata sarebbe davvero troppo».

Ci prova anche il dottor Pierpaolo Parogni, responsabile del 118: «Siamo reduci da tre ondate e anche se con un’estate di mezzo abbiamo lavorato in modo continuativo, tanto che i cento metri iniziali sono diventati una maratona. Molti di noi manifestano stanchezza fisica e psicologica. Tenete presente che l’adrenalina che ci ha fatto lavorare a ritmi elevati adesso viene a mancare e iniziano dinamiche particolari che si vengono a creare sul posto di lavoro. Tutti in questo periodo sognano le ferie come momento per riposare, ma sono a rischio se arriva una nuova ondata. Invito quindi tutti a vaccinarsi, perché una sola dose non è sufficiente per difendersi dalla varianti e due dosi ti salvano la vita ma il virus rischi di portarlo comunque in giro».

Un altro invito arriva dal primario della Rianimazione del Poma, Gian Paolo Castelli: «Mi auguro che ciò non avvenga, ma siamo pronti a far fronte ad altre ondate. Sono rimasti solo due pazienti in reparto, ma una parte dei letti in ogni caso resterà a disposizione dei Covid anche in futuro in caso di nuove emergenze. Il vaccino è importante, ma temo che chi non lo ha fatto finora abbia preso la sua decisione, anche se credo che tantissima gente non sia più disponibile a nuovi lockdown».

«Al di là di tutti gli appelli che possiamo fare e che continuiamo a fare – sottolinea il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni – per convincere gli over 60enni a vaccinarsi basterebbe guardare quanti decessi di sono stati in quella fascia di età e qual è la percentuale di letalità. Ormai sappiamo che i morti da Covid sono stati quasi esclusivamente nella fascia di età over 60, con una piccola percentuale dai 50 in su e una piccolissima e quasi trascurabile percentuale sotto i 50 anni».

Ma quali sono questi dati in provincia di Mantova? Eccoli (fonte Ats Val Padana): nessun decesso da 0 a 18 anni; 12 decessi da 19 a 50 anni; 111 decessi da 51 a 70 anni; 1.297 oltre i 70 anni. La distribuzione percentuale dei decessi registra il 91% dei casi sopra i 70 anni.

Anche il direttore generale dell’Ats Val Padana, Salvatore Mannino e il direttore sanitario, Silvana Cirincione, ci tengono a lanciare un appello soprattutto alla popolazione anziana.

«Il vaccino  è l’arma più efficace che abbiamo e quindi invitiamo tutti coloro che non sono ancora vaccinati ad aderire alla nuova iniziativa che consente l’accesso diretto ai poli vaccinali. Ricordo che anche coloro che hanno avuto il Covid dopo tre mesi e entro i sei mesi successivi alla guarigione è bene che facciano una dose di vaccino. In ogni caso è utile sempre rivolgersi al proprio medico di medicina generale per sapere se si rientra in questa finestra».

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