Accelera la variante Delta, sotto la lente i teenager

ANSA

In Lombardia l’Indiana è prevalente. E aumentano i focolai innescati dai giovani. Il direttore generale di Asst raccomanda: «Vaccinatevi in tempo per la scuola»

MANTOVA. Contagiosa e rapidissima. Corre sempre più veloce la variante Delta, diventata predominante in Lombardia. L’evidenza è nei dati messi in fila dall’assessore regionale al welfare Letizia Moratti: i primi sette giorni di luglio segnalano la variante inglese al 24% e l’indiana al 45%. Mentre da tutta Italia rimbalzano notizie di focolai innescati da giovani. L’ultimo nel Foggiano, dove 33 ragazzi tra i 17 e i 19 anni si sono contagiati durante un campus estivo. Ragazzi provenienti da tutta Italia.

All’urgenza di stanare gli ultrasessantenni ancora non vaccinati, si somma quindi l’opportunità di intercettare e frenare i teenager, sulle cui gambe il coronavirus sta attraversando lo Stivale. «La variante Delta non è più patogena (non si traduce in una malattia più grave, ndr), ma bastano dieci secondi di contatto non protetto per contagiarsi, quando con la variante base ci volevano 15 minuti – avverte il direttore generale dell’Asst, Raffaello Stradoni – è più il virus circola, più aumenta la sua capacità di mutare». Gli ultra sessantenni vanno vaccinati perché è nella loro fascia d’età che si concentrano i casi più gravi e le morti da Covid: «C’è una quota di resistenti o timorosi che fa fatica perché ha paura. Ecco, noi vogliamo reclutarli tutti, andando a stanarli porta a porta, se è il caso – scandisce Stradoni – manteniamo comunque sempre aperta una linea dedicata in tutti i centri vaccinali, senza necessità di prenotazione».

Se per gli ultrasessantenni il freno è ideologico, dettato da convinzioni e governato da paure, la bassa percentuale di vaccinati tra i teenager è riconducibile anche, e soprattutto, alla carenza di vaccini: per loro non c’è alternativa a Pfizer. Quanto bassa, la percentuale? La provincia di Mantova è in linea con i dati della Lombardia, dove nella fascia 12-19 anni meno di uno su tre ha ricevuto la prima dose, e soltanto il 3,6 per cento ha completato il ciclo con la seconda.

Per vaccinarli tutti occorrerebbero quantità di Pfizer che al momento non ci sono, ma sulle quali si fa affidamento peri il futuro prossimo: tra agosto e settembre all’immunizzazione dei teenager saranno espressamente dedicate tre settimane. E comunque, già ora le prenotazioni sono aperte a tutti, senza più limiti d’età.

Il direttore Raffaello Stradoni guarda già avanti e formula una raccomandazione ai giovani: «Fate in modo di essere protetti quando tornerete a scuola». Stessa raccomandazione per gli insegnanti non ancora vaccinati.

E nell’attesa? Cosa possono fare i giovani per evitare che il virus corra sulle loro gambe, contagiandoli e facendone dei diffusori più o meno inconsapevoli? Il direttore dell’Asst ricorre a una formula: «No vaccino, no party». Guai ad abbassare la guardia.

Immunizzare i potenziali diffusori è proprio la missione che sta orientando la campagna vaccinale anche al di fuori degli hub: si va in giro con il camper per intercettare senza tetto e clandestini. Proteggendo così pure gli ultrasessantenni recalcitranti.Igor Cipollina

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