Mantova, strisce blu sempre più vuote: il Comune dimezza gli incassi

Nei primi sei mesi dell’anno Aster ha versato di canone soltanto 200mila euro. Resistono i proventi dai pass Ztl mentre calano le multe ma aumenta l’importo

 

MANTOVA. Appena 200mila euro in sei mesi. È la cifra che il Comune di Mantova ha ricavato dall’Aster come canone per le strisce blu, i parcheggi a pagamento disseminati per la città. Una cifra inferiore, e di molto, a quella di un anno normale e sulla quale ha inciso, pesantemente, la pandemia con la conseguente limitazione della circolazione che ha di fatto dimezzato la sosta in città.

Se il trend sarà questo, l’incasso totale annuale sarà di 400mila euro, molto lontano dalle somme che il Comune era solito incassare da Aster per la sosta a pagamento. La sua società in house versa, infatti, ogni anno nelle casse comunali il 40% (ma la percentuale può variare in base alla situazione generale) di quello che incassa dalle strisce blu. Solitamente, in un anno la sosta a pagamento frutta al Comune oltre 600mila euro di canone. Da quando, invece, è scoppiato il Covid, le entrate su questo fronte sono drammaticamente crollate.

Soprattutto l’anno scorso con il primo lockdown quando, per mesi, uomini e mezzi sono stati confinati in casa e nei garage. E i turisti, di conseguenza, sono rimasti lontani dalla città dei Gonzaga. Ecco il dato del 2019, l’ultimo anno “normale”: Aster dalle strisce blu aveva ricavato 1.718.021 euro, di cui 865.830 euro nel primo semestre, e aveva versato nelle casse del Comune 687mila euro; l’anno successivo, quello dello scoppio della pandemia, i ricavi dai parcometri erano stati di 1.012.901 euro (nei primi sei mesi 454.387 euro, poco più della metà dell’anno prima), di cui 405mila al Comune.

Nei primi sei mesi di quest’anno Aster ha incassato 451.843 euro e il Comune ha accertato provvisoriamente 200mila euro (durante l’anno ci sono anche stalli che spariscono a causa dell’occupazione di suolo pubblico e, quindi, la cifra finale potrebbe essere rettificata al ribasso). «Sono stati due anni difficili – commenta il presidente di Aster, Michele Chiodarelli – ma comunque sottolineo il dato di giugno: nel mese della ripresa abbiamo incassato dalla sosta 103.580 euro, lontani ancora dai 132.936 di giugno 2019, ma comunque in ripresa rispetto ai 96.807 del giugno 2020». «Era un dato scontato che ci aspettavamo, comune a tutte le città – fa eco l’assessore alla Polizia locale Iacopo Rebecchi – Con otto mesi di lockdown è un calo normale. Confidiamo che si ritorni velocemente all’ordinarietà, per la città non tanto per le nostre casse».

È andata meglio, invece, sul fronte dei pass per la circolazione nelle Ztl e la sosta nei parcometri. Aster ha versato al Comune 1.150.000 euro, la stessa cifra degli anni scorso, segnale evidente del fatto che la pandemia non ha inciso su questo versante. Il numero dei pass, infatti, è rimasto lo stesso di quello dell’anno scorso, in epoca Covid, e del 2019 , l’ultimo normale senza virus. Ricordiamo che tutto l’incasso dei pass va al Comune, tranne la quota di spese amministrative (10 euro a permesso) che resta ad Aster.

Nel 2019 alla società sono rimasti 350.769 euro, scesi nel 2020 a 319.708 e a 234.605 euro nel primo semestre di quest’anno (ci sono anche i permessi temporanei nel computo generale). Buone notizie arrivano dalle contravvenzioni stradali. I verbali nel primo semestre di quest’anno sono in calo rispetto al numero del 2020 nello stesso periodo ma gli importi accertati, considerando anche le ingiunzioni di pagamento e il pregresso, sono in crescita. Nei primi sei mesi del 2021 i verbali notificati sono stati 18.540 per 2.293.940 euro, contro i 19.161 dello stesso periodo dell’anno scorso ma per un importo complessivo di 1.823.535 euro.

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