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Studio sui lavoratori della Rsa: il vaccino Pfizer è promosso

Gli operatori della casa di riposo di Schivenoglia si sono sottoposti a domande e prelievi del sangue da parte di studiosi dell’Università Unimore

SCHIVENOGLIA

Sono stati pubblicati i risultati dello studio sulla risposta degli anticorpi al vaccino anti Covid negli operatori sanitari, cui aveva partecipato la Rsa di Schivenoglia. Gli anticorpi si sono sviluppati maggiormente in chi è stato più a contatto con il virus. I risultati hanno dimostrato che, un mese dopo la seconda di due dosi del vaccino Pfizer, in tutti i dipendenti della fondazione Scarpari Forattini il titolo degli anticorpi neutralizzanti nel siero era ben superiore al livello minimo considerato protettivo: il livello medio nell’intero gruppo era più di 136 volte il livello minimo protettivo.

«Questi risultati sono coerenti con alcuni dati recentemente pubblicati in altri studi e dimostrano un’ottima risposta alla vaccinazione con il vaccino Pfizer – dicono dalla fondazione – in modo non inatteso il titolo degli anticorpi anti-Sars– Cov 2 era più alto negli operatori con precedente diagnosi di Covid 19. Inoltre, gli operatori sanitari con più contatti ravvicinati con i pazienti, quali infermieri, Oss e medici, hanno mostrato un livello di anticorpi neutralizzanti più elevato rispetto ai lavoratori con minori contatti, come i fisioterapisti, gli addetti alle pulizie e il personale di cucina o il personale tecnico e amministrativo. Non abbiamo, invece, osservato differenze nel titolo anticorpale in relazione allo svolgimento di turni notturni. Infine, altri fattori quali sesso, età, obesità e abitudine al fumo apparentemente non sembrano aver influenzato significativamente la risposta anticorpale in questo studio».

La ricerca, condotta dalla cattedra di medicina del lavoro del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha valutato anche gli effetti collaterali. «In generale i sintomi lamentati sono stati più frequenti dopo la seconda dose del vaccino – spiegano – probabilmente come conseguenza di una risposta immunologica più forte, però in nessun operatore sono state osservate reazioni gravi, e in tutti i casi gli effetti sono stati rapidamente reversibili. L’effetto lamentato più di frequente è stato il dolore nel punto di iniezione, riferito da circa il 70% dei lavoratori dopo entrambe le dosi. Tra gli effetti avversi generali, i più frequenti sono stati una sensazione di stanchezza e la sonnolenza, segnalati da circa il 30 e il 50% degli operatori, rispettivamente dopo la prima e la seconda dose. Effetti lamentati con minore frequenza sono stati dolori muscolari o articolari, brividi e mal di testa. La cefalea è stata riferita dal 20% e dal 40% dei lavoratori dopo prima e seconda dose. Risultati coerenti con quelli Aifa ».

Agli operatori della Scarpari Forattini era stata illustrata la ricerca e in molti avevano deciso di aderire. A distanza di un mese circa dalla vaccinazione era stato dato un questionario e raccolto un campione di sangue venoso. Giorgio Pinotti

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