Contenuto riservato agli abbonati

Truffati dai falsi broker della Santa Sede

Anche dei mantovani tra le vittime della finanziaria fantasma: a incastrare i finti prelati i carabinieri travestiti da prete

MANTOVA. Ci sono anche dei mantovani tra le vittime dei finti broker della Santa Sede, arrestati a Roma dopo una lunga indagine, con appostamenti in costume. Finti monsignori (i truffatori) incastrati da finti preti (i carabinieri), in una spirale di avidità al cui fondo resta la creduloneria degli imprenditori spennati. Gente agganciata online, durante aste bandite su popolari portali di vendita, e poi attirate in trappola nella Capitale, sempre nelle vicinanze del Vaticano, per avvalorare la bugia della dimestichezza con gli ambienti della Curia.

Dimestichezza che avrebbe consentito ai sedicenti manager della società svizzera Eurozone di sbloccare grossi finanziamenti a condizioni vantaggiosissime, senza chiedere garanzie patrimoniali. Solo i soldi dell’intermediazione o per false fidejussioni. E se ne sono fatti consegnare tanti, di contanti, i cinque arrestati: un milione e 630mila euro, diluiti in venti episodi. Soldi consegnati con le buone, o strappati a forza alle vittime che annusavano l’inganno, tanto che l’ipotesi di reato è “associazione a delinquere finalizzata a truffa, rapina e furto aggravato”.

Creduloneria a parte, l’inganno era architettato in modo da disinnescare gli eventuali sospetti, senza spigoli e rapacità, ingaggiando anche figuranti. Una messa in scena, un carnevale criminale. Preti con tanto di foto insieme a papa Ratzinger, geometri ammanicati, influenti politici stranieri: a ciascuno il suo copione. L’accordo e la consegna dei soldi erano l’ultimo anello di una lunga catena di abboccamenti. All’appuntamento definitivo, fissato in banche estranee al raggiro, chiese o uffici con uscite secondarie, i truffatori prendevano i soldi e scappavano. Facendo pure la faccia feroce, nel caso.

L’inchiesta è nata dalle denunce di due vittime alle quali erano stati sfilati 20mila e 75mila euro in contanti. Tra i vari episodi riportati nelle oltre cento pagine di provvedimento cautelare, spicca quello della basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma in piazza Esedra, dove, dopo diversi appuntamenti, i presunti intermediari del Vaticano si erano fatti consegnare 15mila euro per il pagamento di una fidejussione per un prestito di mezzo milione. Intascati i soldi, i truffatori avevano cercato di scappare dall’uscita posteriore, ma ad attenderli avevano trovato i carabinieri. Camuffati da sacerdoti.

Video del giorno

Sgarbi e Al Bano cacciati a fischi dal palco dell'Arena di Verona: era la sera dell'omaggio a Franco Battiato

La guida allo shopping del Gruppo Gedi