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Torna in Albania la salma del 23enne: qualche segnale di miglioramento per l’altro giovane ferito a sprangate

Ferrari è sempre ricoverato nel reparto di Rianimazione del Carlo Poma di Mantova, dove viene costantemente tenuto sedato dai medici

MANTOVA. C’è qualche lieve miglioramento nelle condizioni di salute di Pier Francesco Ferrari, il 35enne di San Giorgio Bigarello preso a sprangate la notte di giovedì 1 luglio nel piazzale del centro commerciale Favorita insieme ad un altro giovane, poi deceduto in seguito alle ferite riportate. 

Ferrari è sempre ricoverato nel reparto di Rianimazione del Carlo Poma di Mantova, dove viene costantemente tenuto sedato dai medici, per limitare i danni riportati dai forti traumi e consentire l’assorbimento degli ematomi. Ma la fase più critica del suo decorso al momento sembra superata.

Intanto, compiuta l’autopsia sul corpo del giovane poi deceduto, Atilio Ndrekai, 23 anni, albanese senza fissa dimora, il magistrato di turno ha rilasciato il nulla osta e il corpo è ora nella disponibilità dei parenti. Mancano però alcuni documenti per il rientro in Albania, dove il giovane verrà sepolto.

Sul fronte indagini, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Mantova stanno lavorando senza sosta per individuare gli aggressori che, a quanto pare avrebbero teso un’imboscata ai due giovani. I militari hanno meticolosamente passato in rassegna i video dei sistemi di sorveglianza di tutta la zona, hanno cercato testimonianze, un’idea se la sono fatta di quello che potrebbe essere accaduto.

Stando in particolare al racconto di un presunto conoscente dei due - testimonianza che è al vaglio degli investigatori - quella sera gli aggrediti che si trovavano in un bar di Mottella, avrebbero ricevuto una telefonata che li invitava a raggiungere la Favorita. Una volta arrivati sul posto sono stati aggrediti con spranghe e mazze da baseball poi rinvenute in parte dai militari.

E questo lascia pensare che si sia trattato di un agguato. Non è possibile stabilire quanti siano stati gli aggressori ma dagli oggetti trovati sul terreno il loro numero doveva essere considerevole. All’arrivo dei soccorsi e dei carabinieri di loro non c’era più traccia. C’erano solo i due giovani a terra, agonizzanti, in una pozza di sangue.

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