Manager pestato per ritorsione: aggressori puniti con venti mesi

©StefanoSaccani2017

Due i condannati, attesero il dirigente Iveco sotto casa: sono il titolare di una ditta e un suo collaboratore Movente, uno screzio di lavoro

Condannati a un anno e otto mesi per il pestaggio di un dirigente dell’Iveco di Suzzara, atteso e aggredito sotto casa, in Valletta Paiolo, per uno screzio di lavoro: così Walter Petrocelli, titolare di una piccola impresa metalmeccanica che forniva servizi alla stessa Iveco, e il suo collaboratore Antonio Melchiorre. Venti mesi di reclusione per lesioni personali (pena sospesa), due in più di quanto richiesto dal pubblico ministero.

L’episodio risale alla sera del 13 novembre 2019, poco prima delle 21, quando Antonio Cetera – questo il nome del dirigente dell’Iveco – venne sorpreso alle spalle da due uomini incappucciati, uno dei quali gli scaricò in faccia una gragnola di pugni e, dopo averlo atterrato, di calci. Una missione lampo, chirurgica, al termine della quale l’assalitore e il suo accompagnatore fuggirono a bordo di una Bmw X5, condotta da una terza persona che aspettava al volante con il motore acceso. Una missione violenta che a Cetera procurò trenta giorni di prognosi per guarire ferite ed ecchimosi (il doppio rispetto a quanto inizialmente indicato dai medici del pronto soccorso).

A risalire a Petrella e Melchiorre erano stati gli investigatori della Digos, a partire dall’auto inquadrata dalle telecamere di sorveglianza, presa a noleggio lo stesso pomeriggio dell’aggressione. Orientate dalle testimonianze dei colleghi, le indagini si erano indirizzate verso un’ipotesi molto concreta: l’aggressione era una ritorsione verso il dirigente che aveva osato lamentarsi per il cattivo operato dell’azienda di Petrella.

Non hanno convinto il giudice Enzo Rosina le argomentazioni del legale dei due, Francesco Americo, circa l’impossibilità di attribuire colpe e ruoli – mandante/accompagnatore, picchiatore, autista – e, soprattutto, rispetto ai cellulari di Petrella e Melchiorre, agganciati alle celle telefoniche di Virgilio e Suzzara proprio nei minuti del pestaggio. Il legale già pensa al ricorso.

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