«Vita rovesciata, così il mio ex mi perseguitava»

Il racconto di un'infermiera davanti al giudice: «Ho dovuto cambiare abitudini, palestra casa e supermercato. Ogni giorno un inferno nuovo»

MANTOVA. Casa, locali, palestra, supermercato. Per sottrarsi alla minaccia del suo ex è stato costretta a rovesciare la geografia delle abitudini e la geometria delle relazioni. Ma non è stato sufficiente ad arginare l'ossessione dell'uomo col quale ha convissuto per dieci anni, insieme alla figlia avuta da un precedente matrimonio. Dieci anni deragliati sul binario del rancore e guastati da due anni di pedinamenti, appostamenti fuori casa, insistenze con gli amici e incontri ravvicinati con la figlia, decine di email, abboccamenti con i genitori anziani. Nel tentativo, feroce e disperato, di farle attorno terra bruciata e di riaverla per sé.

Così secondo il racconto di lei, un'infermiera che abita in un comune dell'Alto Mantovano, ieri in tribunale davanti al giudice Arianna Busato. Accusato di atti persecutori (stalking), l'ex compagno siede a pochi metri, ma tra i due sembra correre un muro alto e spesso. Sopra la linea della mascherina, gli occhi della donna si riempiono di lacrime e rabbia quando parla del padre, morto nei mesi scorsi, e della figlia adolescente, a loro pura d'ansia.

«Ero ossessionata - racconta la donna - vivevo ogni giorno nell'attesa di ciò che mi avrebbe fatto. Ero in un costante stato d'ansia. Paura? Anche» Ci sono state denunce e richieste ripetute d'intervento ai carabinieri, ma negli ultimi mesi l'uomo pare essersi placato, rassegnato forse. E la paura di lei sembra essersi ossidata in un sentimento freddo, un grumo di rabbia, per sé e per la figlia. Per la vergogna di essersi vergognata, come se fosse lei in difetto e non lui, il suo ex, che andava in giro a interrogare amici e conoscenti, offrendo anche soldi in cambio di qualche informazione sulla sua condotta. Per tutte le volte che ne ha individuato il sagoma fuori dalla finestra, dalla porta, dal cancello. Anche all'altro indirizzo, dov'era tornata a vivere per sfuggire all'ombra dell'ex compagno, con il quale, per un periodo di tempo, aveva condiviso anche il luogo di lavoro. Così vicini allora, così estranei oggi.Ig.Cip

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