Maxi-impianto per il biometano a Casaloldo: progetto al via tra i primi no

Volantini di protesta in paese. I timori? Lo spargimento di digestato e la sottrazione di terreni destinati a foraggi e mangimi

CASALOLDO. “No al mega impianto di biometano di Casaloldo”. La protesta già serpeggia a Casaloldo, nel cui territorio sarebbe in arrivo un nuovo impianto per la produzione del biometano, nella zona vicina al confine con Piubega.

Ancora nulla di ufficiale, ma la notizia non è campata in aria: «Al momento nessuna domanda di realizzazione è stata depositata in Comune – precisa il sindaco Emma Raschi – ho però avuto un primo incontro informale in cui gli esponenti di una delle tre società protagoniste dell’investimento hanno espresso l’intenzione di procedere in tale direzione». Il primo cittadino di Casaloldo rimanda ulteriori dichiarazioni: «Come Comune valuteremo la domanda, se arriverà, ed esporremo la nostra posizione nella conferenza di servizi. Mi auguro che tale progetto tenga conto delle caratteristiche del nostro territorio e che sia sostenibile».

A questo proposito va sottolineato che Casaloldo è un territorio ad alta vocazione agricola, con molte aziende attive nella produzione del latte per il Grana Padano, nell’allevamento di suini da ingrasso e bovini da carne. Ecco l’equilibrio che il mondo agricolo si augura non si spezzi. Lo stesso mondo agricolo che è pronto ad appoggiare il biometano purché sia prodotto da impianti sostenibili e legati a iniziative degli stessi agricoltori locali. Ma in questo caso a proporre questo nuovo investimento, per vari milioni, sono tre società esterne delle quali una piemontese. L’impianto sarebbe alimentato da reflui zootecnici e insilati di triticale e sorgo, ma anche scarti di agrindustria. I timori? Lo spargimento di tanto digestato e la sottrazione di terreni destinati a foraggi e mangimi.«I motivi per dire no– recita un volantino – sono questi: non ci sono garanzie sui prodotti utilizzati per alimentare l’impianto; forte impatto sul territorio locale caratterizzato da imprese agricole e zootecniche che producono prodotti di alta qualità”.

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