Nel Mantovano perse 500 aziende nell’anno più buio: la ripresa è lontana dai livelli pre-Covid

La Camera di commercio presenta il rapporto provinciale Artigianato e manifattura i settori più colpiti dalla crisi

MANTOVA. Saldo negativo, tra iscrizioni e cancellazioni, di 500 imprese nel mantovano nel 2020 rispetto all'anno precedente. Una tendenza poco felice che, pur essendo dovuta in parte alle difficoltà legate alla pandemia, prosegue ormai dal 2011. Presentazione online in occasione della “Giornata dell'economia 2021” del Rapporto economico provinciale a cura del Servizio informazione e promozione economica della Camera di commercio.  La pandemia si è verificata in un momento particolare per l’Italia, già caratterizzata da segnali di debolezza e di estrema difficoltà, dopo le due recessioni del 2008 e del 2011. In media d’anno il 2020 ha visto una contrazione del Pil italiano dell’8,9%, con una previsione di crescita nel 2021 e nel 2022 del 4,2% e del 3,6%.

Il segretario generale Marco Zanini ha presentato i dati dopo il saluto introduttivo del commissario straordinario Carlo Zanetti. Sul fronte locale, prosegue dunque la contrazione dello stock di imprese mantovane, scese a 38.791 unità, con un tasso di crescita, al netto delle cancellazioni d’ufficio, pari a -1,3%. Un dato in controtendenza rispetto a quelli regionali e nazionali, che hanno fatto registrare entrambi il +0,3%. Per il Mantovano si parla di oltre 4 mila imprese perse negli ultimi nove anni.

A risentire maggiormente di questo calo è il mondo dell’artigianato, in continuo decremento di aziende, cui però fa fronte un aumento delle forme organizzative più strutturate, quali le società di capitali, pur rimanendo la ditta individuale la forma più diffusa. Il 2020 risulta caratterizzato da un trend negativo per la manifattura mantovana, con una produzione industriale media annua in calo del 6,1% rispetto al 2019, dato accompagnato da una contrazione di tutti gli altri indicatori. Stesso discorso vale per l’artigianato, con la produzione media annua pari al -8,3%. Il comparto della grande distribuzione mostra ancora alcune sofferenze, con una media annua negativa sia per gli ordinativi che per il volume d’affari. In calo anche il volume d’affari medio del 2020 relativo al settore dei servizi, mentre risulta in crescita quello dell’edilizia.

Sul fronte del mercato del lavoro, la disoccupazione nella nostra provincia è risultata in diminuzione passando dal 6,4% di fine 2019 al 4,8% del 2020, anche grazie alle misure di aiuto previste a livello statale. Dal punto di vista degli scambi commerciali, emergono rallentamenti influenzati dagli effetti che l’emergenza Covid a livello internazionale. Il 2020, infatti, termina con una diminuzione delle esportazioni e delle importazioni mantovane rispettivamente del 7,6% e del 14,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. La bilancia commerciale mantovana mostra comunque ancora un saldo positivo di quasi 1,8 milioni di euro.

«Il 2020 ci restituisce la fotografia di un’economia territoriale che ha molto sofferto, con circa il 45% delle attività costrette all’inattività nei periodi più duri del lockdown - spiega Zanetti - ma che nella sostanza ha retto meglio di altri territori, grazie a un solido comparto agroalimentare, alla manifattura e ai servizi connessi al settore primario. In questi primi mesi del 2021 si notano segnali di ripresa, anche se ancora si è lontani dal raggiungimento dei livelli pre pandemia».

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