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Il Comune di Gonzaga rinuncia ai crediti, azienda potrà pagare gli operai

Il caso della Landini pompe: i dipendenti in attesa da anni dopo il fallimento. La sindaca: «Ci devono circa 70mila euro ma abbiamo deciso di transare»

GONZAGA. Nei suoi anni di splendore, la Landini pompe dava lavoro ad oltre quaranta persone. Sembra passata una vita da allora, oggi infatti l’azienda ha appena un paio di dipendenti nel piccolo stabilimento di via Odoardo Neri.

Poco più di due settimane fa il Comune di Gonzaga, coinvolto nel fallimento del 2014 della Landini, ha di fatto rinunciato definitivamente ai suoi crediti, una cifra vicina ai settantamila euro, come conferma la sindaca Elisabetta Galeotti: «Si tratta di una vicenda giudiziaria lunga e articolata. La proprietà deve ancora pagare gli arretrati ad alcuni dipendenti, preferiamo rinunciare, non ha alcun senso proseguire».

Verosimilmente il Comune, anche se avesse rinunciato alla transazione, non avrebbe mai incassato la cifra accumulata nel corso degli anni: «La Landini andò pesantemente in crisi qualche anno prima del fallimento – spiega Galeotti – e accumulò debiti importanti: anni di Imu non pagata, ad esempio, oltre ad altre tasse municipali. Stiamo parlando di un’azienda storica in cui lavoravano prevalentemente persone di Gonzaga. Le difficoltà economiche si fecero via via più gravi e saltarono le mensilità agli operai, fino al fallimento ».

Dopo il crack l’azienda è ripartita da zero. «Nel frattempo – continua la sindaca – alcuni dipendenti sono andati in pensione e a tutti è stato liquidato il trattamento di fine rapporto , grazie all’Inps. Il Comune non è un creditore primario, è giusto che appena possibile vengano pagati i lavoratori».

Una delibera di giunta del 30 giugno ha segnato l’uscita di scena definitiva del Comune di Gonzaga dalla vicenda Landini: «Tenuto conto delle condizioni e delle attività già svolte dal curatore fallimentare – si legge nel documento – che ha prospettato di fatto l’impossibilità di recuperare e soddisfare tutti i creditori, in quanto sono presenti altri creditori privilegiati, per cui il proseguimento nella procedura fallimentare dilaterebbe solo i tempi per la sua definizione senza apportare un reale vantaggio alle casse comunali se non il rischio di sostenere ulteriori oneri per la procedura medesima, il Comune accetta la proposta di transazione del curatore fallimentare».

L’impresa Landini fabbrica pompe centrifughe è stata fondata il 21 marzo 1956 da Nino Landini e si è iscritta a Confindustria il 2 maggio 1963. Opera nel settore delle macchine agricole e costruisce pompe centrifughe per l’agricoltura ed accessori.

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