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Mantova, solo tre assunti in otto mesi: al palo il reddito di cittadinanza

ANSA

Al 30 giugno sono stati firmati 1.394 patti di lavoro. Posti vacanti in 70 delle 2.746 aziende contattate

MANTOVA. Tre. Tanti sarebbero i beneficiari del Reddito di cittadinanza residenti nel Mantovano ad aver trovato un posto di lavoro dall’ottobre dell’anno scorso grazie ai navigator. Allora Anpal servizi pubblicò il primo report sulle assunzioni e la provincia di Mantova risultava in testa alla graduatoria lombarda, con il 36,3% (1.500) dei percettori della misura anti-povertà che avevano sottoscritto almeno un contratto di lavoro; di quelli, il 21,3% (878) lo aveva ancora in corso.

Dopo non è arrivato più alcun dato sugli assunti, fino a quello diffuso dalla Provincia e riferito al 30 giugno scorso. Tre i beneficiari assunti, che facevano parte dei 7.266 che la Regione e Anpal avevano assegnato ai cinque centri per l’impiego mantovani da un anno e mezzo a questa parte, quando cioè è iniziata l’attività di scouting dei navigator tra i beneficiari, per i colloqui con cui certificare la loro idoneità al lavoro o a partecipare a corsi di formazione professionale.

Per la cronaca, i sedici navigator avevano in carico 1.962 beneficiari a Castiglione delle Stiviere, 4.094 tra Mantova e Ostiglia, 698 a Suzzara e 512 a Viadana. Va detto che di quelle oltre settemila persone, ne sono state convocate 4.714 (il 65%). Di queste, per vari motivi, 869 sono state escluse e altre 523 esonerate dall’obbligo di partecipare d un percorso di inserimento lavorativo. Alla fine ne sono rimaste 1.394, quelle ritenute idonee a stipulare il patto di lavoro, il documento nel quale vengono individuate le azioni per l’inserimento di quelle persone nel mondo del lavoro, gli impegni a cui sono tenuti i beneficiari del Reddito di cittadinanza e le sanzioni previste in caso non rispettino gli obblighi assunti.

Quei 1.394 patti per il lavoro, però, sono appena il 36% dei beneficiari presentatisi alla prima convocazione. Tutte persone fragili, va tenuto presente, emerse da una condizione di marginalità grazie al sussidio erogato dallo Stato, difficili, quindi, da inserire nel mondo del lavoro. I navigator, dopo aver profilato i percettori del Reddito, da gennaio stanno contattando le varie aziende del Mantovano per rilevare i fabbisogni di professionalità di breve, medio e lungo periodo, verso cui poi indirizzare la forza lavoro disponibile.

Al 30 giugno scorso su 3.360 aziende in agenda, ne sono state contattate 2.746 (l’82% del totale). I risultati sono sconcertanti e confermano quelli resi noti nel maggio scorso. Di quelle oltre 2mila imprese, 475 non hanno risposto; altre 1.964 hanno detto di non essere interessate ad assumere beneficiari del Reddito di cittadinanza. Solo 62 aziende hanno dichiarato di avere posizioni lavorative scoperte e altre otto hanno affermato di aver bisogno di manodopera in futuro. I centri per l’impiego hanno aperto le procedure per 31 posti vacanti e segnalato 42 beneficiari del reddito; di questi, alla fine, solo tre sono stati assunti. Gli ultimi dati risalivano al 28 febbraio scorso.

A quella data i patti di lavoro stipulati erano 1.049 (ma con zero assunzioni); quindi, da marzo a tutto giugno ne sono stati stipulati altri 345. Da allora sono aumentate anche le aziende, da ventuno a settanta, disponibili ad assumere, e i posti vacanti da coprire, trentuno contro sei. Al 31 maggio scorso, secondo i dati Inps, nel Mantovano erano 3.297 le famiglie che beneficiavano del Reddito di cittadinanza (si tratta in tutto di 7.722 persone) per un importo medio di 512 euro; altri 441 nuclei familiari, per un totale di 477 persone, percepivano la Pensione di cittadinanza. La media dell’assegno è di 269 euro. 

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