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Difficile censire gli “invisibili”: molte le categorie a rischio

La Caritas: «Nessuna informazione sul numero dei senza fissa dimora».Non ancora fissata la data dei funerali del senzatetto morto nella cabina Enel

SUZZARA. Non sono ancora stati fissati i funerali di Gennaro Sabatino, il 49enne senzatetto trovato privo di vita in una cabina dell'Enel utilizzata come giaciglio di fortuna e che condivideva con un altro clochard. I carabinieri di Suzzara hanno contattato i familiari a Torre Annunziata (Napoli), dove l’uomo era nato e aveva tuttora la residenza. La salma non è sotto procura perché il magistrato che nei giorni scorsi ha seguito il caso ha avuto la conferma che si è trattato di morte naturale, pertanto il nulla osta alla sepoltura è già stato rilasciato. Gennaro Sabatino è stato stroncato da un infarto.

La morte del 49enne napoletano, conosciuto a Suzzara per i suoi trascorsi occupazionali, ha suscitato sconcerto soprattutto per le circostanze in cui è maturata. Gennaro faceva parte di quella categoria di persone definite “invisibili” che improvvisamente scompaiono nel nulla per poi non dare più notizie di sé. Non vogliono più avere a che fare col mondo che li circondano. A malapena, a volte, si rivolgono alla Caritas per farsi aiutare.

Proprio il Centro d'ascolto di via Dante, su richiesta del Comune, è riuscito, in tempo di pandemia, a intercettare 35 “invisibili” che sono stati disposti a farsi vaccinare contro il Covid 19. «Chi sono i “nuovi poveri” di cui parlano spesso i media? - spiega Manuela Daolio del centro Caritas - Si tratta di anziani con pensioni troppo basse; invalidi che devono vivere con la pensione minima di invalidità ma inabili al lavoro; genitori separati che mantengono un figlio “compromesso” dalla crisi del lavoro, da una dipendenza, da una separazione sentimentale, da un lutto; adulti soli separati che hanno perso il lavoro e faticano a rientrare nel mondo del lavoro, disoccupati. Non abbiamo informazioni precise sul numero di persone senza fissa dimora. Da quello che riusciamo a sapere, molti hanno amici che li ospitano ma non sappiamo di persone che vivono all'addiaccio. Ai punti di ascolto incontriamo molti adulti che attraversano un grave momento di difficoltà socio-economica e si rivolgono al Centro per accedere ai servizi essenziali (mensa e doccia). In particolare, la fascia dai 46 ai 65 anni è aumentata moltissimo dai primi dati del 2008, rappresentata infatti allora dal 14% del totale; nel 2020 le persone di quell’intervallo di età sono state il 29% del totale. Alla mensa – ha continuato la Daolio - abbiamo servito 3.795 pasti caldi a 58 persone, principalmente uomini. La nazionalità prevalente è stata quella italiana (36%) in aumento rispetto al 2019 (33%), seguita dai cittadini ghanesi (19%), marocchini (16%) e guineani (10%). Il servizio docce è stato chiesto da 20 persone e anche in questo caso la nazionalità prevalente è stata quella italiana (40%), in netta crescita rispetto al 2019 (24%). Nel 2020 solo 6 persone hanno ottenuto la cittadinanza italiana per accedere ai servizi sanitari territoriali».

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