«Green pass al ristorante? Piuttosto vaccini obbligatori»

La presa di posizione di Confcommercio

MANTOVA. Calcola Confcommercio che «se le nuove, ipotetiche, regole sull’utilizzo del green pass dovessero diventare legge, 26 milioni di italiani (17 se bastasse una sola dose) potrebbero andare in vacanza, sui mezzi pubblici, al supermercato, persino in ufficio e in fabbrica, ma non entrare in un bar o un ristorante».

«Siamo di fronte all’ennesimo paradosso – tuona Giampietro Ferri, presidente di Fipe-Confcommercio Mantova – chiunque potrà cenare nei ristoranti dei villaggi, degli alberghi, dei campeggi, mentre in tutti gli altri locali servirà il green pass. Una discriminazione inaccettabile che graverebbe sui pubblici esercizi, attività che hanno già pagato un prezzo altissimo a causa delle misure di contrasto della pandemia». Che fare, quindi? «Se davvero si ritiene che la campagna vaccinale abbia bisogno di un’ulteriore spinta, si estenda l’obbligatorietà della vaccinazione, doppia o singola dose, per accedere ad ogni tipo di servizio – propone Ferri – perché se serve l’ennesimo sacrificio, questo va condiviso da tutti».

Secondo Confcommercio, poi, la misura non sarebbe nemmeno giustificabile sulla base dei dati della campagna vaccinale, che procede spedita: «Trentasei milioni di italiani (68%) sono già stati vaccinati o in attesa di completare il ciclo. L’immunità di gregge pari al 70% della popolazione sopra i 12 anni è davvero a portata di mano. Insomma, Confcommercio non vede la necessità della spinta gentile del green pass alla vaccinazione.

«Da sempre sosteniamo l’importanza dei vaccini – assicura Ferri – ma facciamo fatica a credere che in Italia ci siano 17 milioni di no vax. Più semplicemente, la campagna vaccinale prosegue secondo dei tempi tecnici che dipendono dai protocolli sanitari e dalla logistica mentre almeno oggi il problema della disponibilità dei vaccini sembra superato. I non vaccinati non sono dunque no vax, ma per lo più giovani che hanno già chiaramente espresso la volontà di vaccinarsi e sono in attesa di farlo».

Morale, la discriminazione sarebbe doppia: «Quella delle persone non ancora vaccinate a cui sarebbe impedito l’accesso a bar e ristoranti, e quella nei riguardi di bar e ristoranti perché sarebbero tra le poche attività nelle quali si potrà entrare con il green pass». 

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