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Infrastrutture a Mantova, sfida lanciata: «L’Europa chiede tempi brevi»

I vertici di Ance: «In Italia servono due anni e mezzo per pubblicare un appalto». Industriali, Comune e Provincia: «Basta attese». Il viceministro in videocollegamento

MANTOVA. Dall’assemblea annuale di Ance (l’associazione costruttori edili), Mantova lancia la sfida per il futuro. Un futuro, per dirla con le parole del presidente Attilio Scacchetti «in cui coesistono criticità vecchie e nuove, ma in cui si intravede anche l’uscita dal tunnel».

Da un lato, come ha ricordato all’inizio di assise il presidente di Confindustria Mantova Edgardo Bianchi «il territorio aspetta di veder trasformarsi in cantieri i 297 milioni promessi dal Piano Lombardia. Opere tra cui figurano la tangenziale di Goito, la Po.Pe e il completamento della Gronda Nord di Viadana, ma in cui sarebbe opportuno inserire anche lo spostamento del tracciato ferroviario della Mantova-Monselice, che oggi chiude la nostra città in una vera e propria morsa».

Mantova, l'assemblea dei costruttori

Un’attesa che dura da anni, come sottolineato nel suo intervento l’assessore del Comune Andrea Murari: «Attendiamo risposte da anni, a problemi che oggi ci vedono uniti nel proporre soluzioni».

Dall’altro lato, quello forse più oscuro al cittadino, che va oltre gli annunci dei miliardi delle risorse del Pnrr ed è stato messo in luce dal presidente di Ance nazionale Gabriele Buia, stimolato dalle domande del direttore di Rai Emilia Romagna, Fabrizio Binacchi: «In Italia, per le opere dal valore economico che supera i 100 milioni di euro la media di conclusione è quindici anni. Normalmente servono due anni e mezzo solo perché la stazione appaltante (Anas per le strade e Rfi per le ferrovie) pubblichi un appalto. L’Europa ci chiede di spendere 108 miliardi in infrastrutture entro il 2026. Inoltre, si stanno accorpando le opere in maxicommesse dai 500 milioni in su. Ma di imprese italiane in grado di realizzarle ce ne sono due o tre al massimo. Sarebbe meglio dividerle in lotti».

Ulteriore difficoltà la cronica mancanza di personale delle amministrazioni pubbliche, come riportato da Tiziano Pavoni, presidente Ance Lombardia.

Insomma, una grande sfida, che il Governo sta affrontando progettando «la nuova nervatura del Paese, che partirà dalle grandi arterie per poi ramificarsi capillarmente sul territorio» ha detto il viceministro alle infrastrutture Alessandro Morelli.

Per il territorio mantovano, ha commentato Nicola Siliprandi, «sarà interessante guardare con uno sguardo nuovo due progetti come il Tibre Ferroviario e il Porto di Valdaro, ritornati di grande attualità».

Certo è che il settore edile sarà pronto a fare la sua parte, un ruolo da protagonista: «Essere imprenditori edili – ha concluso Scacchetti - è per noi un onore e in questa fase deve emergere sempre di più che non siamo sfruttatori, non siamo cementificatori, non siamo evasori, palazzinari e non agiamo nella illegalità».

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