Per il varo del ponte sul fiume occhi puntati sul livello del Po

Dalla prossima settimana prime operazioni, si punta alla seconda metà di agosto. Il trasferimento con una chiatta da 91 metri e super carrelli da 284 assi motrici

SAN BENEDETTO PO. Riqualificazione del ponte di San Benedetto. Gli occhi sono puntati sul livello del Po ora che i due grandi archi metallici del nuovo manufatto sono pressoché ultimati grazie anche al subappalto per le saldature dalla Toto alla Simi. Solo con una quota adeguata di acqua, infatti, si potrà procedere a posizionare l’enorme chiatta che sosterrà i conci metallici e si potrà posizionare il costruendo ponte sul pilone già costruito in alveo. Un passaggio che si prevede di eseguire nella seconda metà di agosto e che consentirà di passare alla terza fase, la costruzione della parte in golena.

Il meteo, al momento, sta remando contro. Il livello del fiume è circa il 20% in meno della media storica del periodo. E le piogge, come conferma Aipo (L’Agenzia interregionale per il Po), sinora hanno sanato la siccità sono nelle zone del Piemonte mentre man mano che si scende verso valle, la situazione permane di forte crisi idrica. All’appello mancano gli emissari emiliani, ormai ridotti a rigagnoli.

Nonostante questo, la Fagioli, fra i leader mondiali dei trasporti eccezionali, sta predisponendo il necessario. Dalla prossima settimana, sulla sponda di San Benedetto si inizierà a posizionare le prime attrezzature. L’arco sambenedettino, più grande, pesa 2.800 tonnellate, quello di Bagnolo 2.200. Il trasferimento in alveo sarà garantito da un “pontone”, una chiatta da 91 metri di lunghezza, 27 di larghezza e 6,10 d’altezza che oggi è in Adriatico e che sarà trasferita, livello del Po permettendo, prima con rimorchiatori e poi con due spingitori fluviali.

Attualmente l’arco di San Benedetto è posizionato a 1,8 metri da terra. Sotto saranno posti 8 sollevatori idraulici che a step di mezzo metro, solleveranno il tutto a circa 7 metri d’altezza. Questo per stare più alti del pilone sul lato sambenedettino. Il pontone sarà posto trasversalmente rispetto alla corrente. Il trasferimento dell’immenso arco, 35 metri d’altezza, e che sarà portato alla quota del ponte esistente, sarà eseguito con carrelli semoventi e telecomandanti, composti da 284 assi da 4 ruote ciascuna. Sul pontone saranno posizionate torri per mantenere l’altezza e altri carrelli per lo spostamento.

Una volta che il ponte poggerà sui piloni già costruiti, il pontone si sposterà sul lato di Bagnolo, dove sarà posto invece longitudinalmente alla corrente. Qui l’ostacolo è costituito dall’argine che sarà superato alzando sempre il ponte di sei, sette metri, per depositarlo posi sull’appoggio in alveo e sulla riva. Una operazione ingegneristica eccezionale, che sarà svolta nell’arco di una sola giornata.

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