Mantova, uno spiraglio per l’Agrario: soluzione a costo zero con i docenti di Palidano

Dall’incontro con il provveditore regionale l’ipotesi di una prima con i professori già in organico. E per il Destra Secchia avanza l’ipotesi pluriclassi

SAN BENEDETTO PO. Si apre uno spiraglio per la prima dell’istituto agrario di San Benedetto: i sindaci si sono fatti sentire a Milano. Buone notizie anche per le piccole scuole del Destra Secchia.

Una delegazione di sindaci è andata martedì scorso all’ufficio scolastico regionale, dove ha dialogato con la dirigente Augusta Celada. I primi cittadini guidati dal presidente del Consorzio Oltrepò Alberto Borsari hanno portato nel capoluogo regionale le istanze del territorio in materia di scuole.

Per quanto riguarda l’Agrario, si è aperta una possibilità per far partire la prima. I sindaci hanno spiegato l’importanza dell’istituto, difeso con forza anche dal mondo agricolo e imprenditoriale locale. Ora si lavora a una soluzione che punti all’adattamento degli orari con la sede di Palidano per consentire agli insegnanti di garantire la prima senza aumento di organico. Ovvero si sta cerando di trovare una soluzione praticabile con il personale a disposizione. Entro i primi di agosto si saprà se la prima il prossimo anno partirà.

Sul fronte delle piccole scuole del Destra Secchia, è stato presentato invece un progetto redatto grazie alla collaborazione con l’Istituto nazionale Indire, gruppo di ricerca che collabora con il Miur. A rischio ci sono quattro prime elementari: Magnacavallo, Felonica, Quingentole e Serravalle.

I sindaci si sono impegnati a mettere in campo una proposta che possa servire a salvare le piccole scuole in una logica territoriale. Il progetto è finalizzato alla gestione della pluriclasse, attraverso un percorso di formazione continua dei docenti. «Si tratta di un progetto di territorio – spiega Borsari – abbiamo cercato di fare passare il messaggio che ci muoviamo come comunità unica. Si tratta di un progetto ampio e su più anni, abbiamo chiesto che la condizione sia quella di partire con plessi che mantengono tutte e cinque le classi». Anche in questo caso non si andrebbe, per il prossimo anno a incidere sull’organico, che già è stato assegnato ai singoli istituti comprensivi.

Il progetto ha riscosso disponibilità in Regione e nel mondo della scuola, è stato presentato anche al provveditore e ai dirigenti dei quattro istituti comprensivi. «Come amministratori ci siamo impegnati a sostegno delle scuole, senza sostituire i dirigenti, e abbiamo fornito uno strumento, perché crediamo che le scuole siano una ricchezza per i paesi», ha concluso Annalisa Bazzi, vicesindaco di Sermide e Felonica.

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