Contenuto riservato agli abbonati

Depuratore a Gavardo-Montichiari: ora esultano gli enti mantovani

vin.brun@gmail.com

Il prefetto boccia l’ipotesi Lonato: peggiore per tempi e performance. Già informato il governo

ALTO MANTOVANO. La soluzione che tutti gli osservatori davano ormai per scontata è ora ufficiale. Il prefetto di Brescia, Attilio Visconti, in qualità di commissario delegato, ha indicato al governo la soluzione al problema di dove costruire il depuratore della parte bresciana del Garda. Un ostacolo che pareva insormontabile e sul quale da due anni dibattevano inutilmente gli enti bresciani. Divisi fra l’iniziale soluzione (un impianto per il Medio Garda a Gavardo ed uno per il Basso Garda a Montichiari) e la alternativa unica ad Esenta di Lonato.

Con forte senso istituzionale, ed aderente al mandato ricevuto dal governo, il prefetto ha chiarito che la scelta è basata puramente su un esame tecnico-scientifico, supportato dalle tre Università, Trento, Verona e Brescia, dei territori gardesani. Una decisione però, ha chiarito Visconti, non calata dall’alto, ma confrontata con istituzioni e associazioni coinvolte dal progetto attraverso 43 audizioni che il rappresentante del governo ha tenuto dal 17 giugno, giorno della sua nomina dopo che la richiesta di un commissario era giunta direttamente dal ministro Maria Stella Gelmini.

I punti fermi del mandato prefettizio erano due: privilegiare la tutela ambientale e avere una rapida attuazione. E ai punti, Lonato è risultata nettamente perdente mentre la soluzione Gavardo-Montichiari è stata «più idonea attesi sia i minori tempi di realizzazione e le nettamente più prestanti performance di diluizione delle acque del Chiese».

La decisione è già stata trasmessa al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, con il cronoprogramma e i codici unici di progetto.

Il Chiese in entrambi i casi era il destinatario principale degli scarichi dei depuratori, che sgraveranno del 50% il carico sul Mincio, che accoglierà solo la parte veronese dei reflui e non più quelli di tutto il lago come oggi, con una condotta posata sul fondo del Garda che il governo vuole dismettere, in quanto giunta al termine della vita tecnica. L’ipotesi Lonato avrebbe inoltre maggiormente coinvolto il Mantovano in quanto Esenta è periferia di fatto di Castiglione delle Stiviere e per gli scarichi estivi era stata avanzata l’ipotesi di usare il torrente Arnò, che passa nel centro del paese. Ipotesi ora superata dalla decisione del commissario.

«Ha prevalso il buon senso - commenta il sindaco di Castiglione delle Stiviere, Enrico Volpi -. Sono molto soddisfatto perché è stata ascoltata la nostra posizione, la mia quella del collega di Lonato. È stato fatto prevalere l’aspetto tecnico e non si è dato ascolto al tentativo politico di individuare Lonato, scelta che nessuno è riuscito a giustificare come migliore dal punto di vista ambientale e tecnico. Ora resta aperto il tema della tutela del Chiese, che ci deve vedere tutti di nuovo assieme».

Soddisfazione anche dalla Provincia di Mantova: «La Gavardo-Montichiari era la soluzione da noi auspicata - spiega il vicepresidente Paolo Galeotti - Le carte già dicevano che le performance depurative erano migliori e ci preoccupava la soluzione Esenta. Perché oltre al dove e al quando, anche il come si farà la depurazione ha notevole importanza».

«Il nostro presidente Maria Stella Gelmini ha tratteggiato la linea da seguire ed ha avuto l’appoggio coeso della Comunità del Garda, delle colline moreniche, di tanti sindaci - dice il vice presidente, della Comunità del Garda, Francesco Federici -. È questo lo schema di gioco vincente: individuazione chiara del problema e forte coesione territoriale. Abbiamo creato un’intesa concorde fra territori gardesani e collinari, fra mantovani e bresciani».

Video del giorno

Bimba di sei anni cade da una giostrina al parco di Porto Mantovano

La guida allo shopping del Gruppo Gedi