Aria malata e troppi decessi Stavolta Zolezzi va in procura

Il deputato cinquestelle ripropone i dati 2018 dell’Agenzia europea dell’ambiente Dalle polveri sottili agli ossidi di azoto: «I magistrati individuino i responsabili»

I fattori di rischio per il peggioramento della qualità dell’aria, le possibili conseguenze sulla salute e la richiesta, nel caso siano identificabili fatti penalmente rilevanti, di procedere nei confronti dei soggetti responsabili. Questo, in estrema sintesi l’esposto presentato alla procura di Mantova dal deputato cinquestelle Alberto Zolezzi. «L’Agenzia europea dell’ambiente riferisce al particolato sottile pm2.5 oltre 12mila decessi in Lombardia nel 2018 – spiega Zolezzi – in provincia di Mantova i decessi attribuibili al pm2.5 nel 2018 sarebbero 525, cioè circa l’11% dei decessi totali in provincia di Mantova contro una media nazionale di 8,6%. In sostanza – sostiene il deputato – si possono stimare circa 120 decessi in più rispetto alla media nazionale nella nostra provincia. I dati offrono un dettaglio territoriale importante per valutare eventuali fattispecie penalmente rilevanti ed eventuali soggetti responsabili».

Nell’esposto Zolezzi chiede inoltre «di verificare l'eventuale sussistenza di responsabilità connessa al mancato rispetto delle prescrizioni in materia di prevenzione sanitaria, nonché esercitare azioni di vigilanza e controllo necessarie a verificare la piena tutela ambientale e sanitaria». Molti i punti toccati nella relazione. Dai superamenti delle polveri sottili pm10 oltre la soglia d’allarme dei 50 microgrammi/metro cubo giornalieri in città, alla salita dei livelli di ozono in alcune zone della provincia. «Superamenti del limite massimo giornaliero di 120 microgrammi/metro cubo si sono verificati a Schivenoglia per 102 volte nel 2020. Osservando i dati Inemar e la collocazione di Schivenoglia si può supporre che le emissioni agrozootecniche stiano determinando il peggioramento del quadro».


C’è poi il tema della produzione di energia fossile. «Va segnalato il progetto di raddoppio della potenza della centrale di Ostiglia gestita da EP. Secondo le stime dell’ingegner Benazzi e altri la nuova configurazione porterebbe all’emissione di oltre 500 tonnellate di ossidi di azoto aggiuntive rispetto alle attuali, con un incremento dell’8% delle emissioni in provincia. Essendo il NOx un precursore del particolato, queste emissioni potrebbero incrementare i danni sanitari a carico della popolazione».

«Per quanto riguarda il settore industriale – prosegue – va citato il caso Pro-Gest con le ripetute segnalazioni di odori nei dintorni dello stabilimento. Odori anche correlati – sostiene Zolezzi – alla mancata filtrazione delle emissioni produttive dello stabilimento che, secondo i calcoli dell’ingegner Paolo Rabitti, tolto l’inceneritore, corrispondono all’emissione di circa 25 tonnellate di polveri in un contesto già pesantemente pressato sul versante ambientale. La legislazione attuale e il piano industria 4.0 consentono interventi di ambientalizzazione, compresa la filtrazione delle emissioni produttive, con importanti incentivi. La mancata esecuzione di tali interventi appare un volontario ed evitabile inquinamento dell’aria». —

Matteo Sbarbada

Video del giorno

Sgarbi e Al Bano cacciati a fischi dal palco dell'Arena di Verona: era la sera dell'omaggio a Franco Battiato

La guida allo shopping del Gruppo Gedi