Contenuto riservato agli abbonati

Gli ambientalisti mantovani ribadiscono: «Il fiume Chiese va tutelato»

Il leader Bordiga: «Delusi e stupiti dalla decisione del prefetto di Brescia» Occhi puntati ora sui nuovi modelli d’irrigazione per salvaguardare le campagne

CANNETO SULL’OGLIO. Tutela delle acque del Chiese e una nuova agricoltura che tenga conto di tecniche di irrigazione diverse da quelle tradizionali: sono due dei temi che sono stati discussi nell’incontro di venerdì promosso dalla Federazione delle Associazioni amiche del Chiese e del lago d’Idro. L’incontro si è concentrato anche sul tema del nuovo depuratore del Garda dato che, di fatto, era il primo evento a poche ore dalla decisione del commissario Attilio Visconti, prefetto di Brescia, di optare per la soluzione Gavardo e Montichiari, con scarico delle acque nel fume Chiese.

«C’era grande delusione e stupore da parte delle oltre 60 persone presenti all’incontro» riferiscono Gianluca Bordiga, presidente della Federazione, e Mirko Savi, attivista e ambientalista mantovano che, da anni, si batte per la salvaguardia del Chiese. «Era presente anche l’amministrazione di Canneto, che ci ha incontrato nel pomeriggio con il sindaco e la sera è intervenuta con un assessore che ha ribadito la necessità di tutelare le acque e il corso del Chiese – prosegue Bordiga – sostenendo quell’attenzione che abbiamo ritrovato anche in molti agricoltori della zona. Nei molti interventi del pubblico, oltre alle preoccupazioni per ciò che accadrà al Chiese a seguito della decisione presa, è emersa chiara la volontà di pensare anche a modelli di irrigazione differenti dai tradizionali. Questo ci ha fatto piacere perché noi della Federazione, come abbiamo stiamo spiegando in questi incontri nel Mantovano, abbiamo come scopo la tutela del fiume e delle sue acque. La questione del depuratore è una delle partite che ci sono aperte. Come più volte spiegato, la questione per noi non finisce con questa decisione. Noi siamo strutturati per andare avanti con azioni diverse nelle sedi appropriate perché, come più volte spiegato, siamo convinti che non si debbano scaricare le acque del depuratore nel Chiese».

Per Mirko Savi, che ha proiettato anche il suo documentario e spiegato il progetto del cammino del Chiese, c’è soddisfazione per l’interesse «e per questo dibattito attorno ad una nuova agricoltura che tenga conto di nuovi sistemi d’irrigazione. È un tema importante nell’ottica della salvaguardia dei territori».

Sul fronte del depuratore, c’è la reazione di Giovanni Battista Ruzzenenti, ex sindaco di Medole: «Non capisco l’esultare da parte dei sindaci dell’Alto Mantovano. Questo dimostra che si guarda davvero solo al proprio orticello e non si ha una visione d’insieme. Questa opera rischia di danneggiare un territorio e un fiume che ha già gravi problemi e che, in questi giorni, è già in secca in molti tratti». Da ricordare poi che i quattro comuni mantovani del Chiese hanno ottenuto dal commissario l’impegno da essere partecipi nella cabina di regia per questa opera.

Video del giorno

La mostra dei trattori antichi a Castel Goffredo

La guida allo shopping del Gruppo Gedi