Contenuto riservato agli abbonati

In arrivo una decina di denunce a Mantova per i ribelli del Green Pass

Copyright 2021 Nicola Saccani, all rights reserved

Ordine del questore di non sciogliere la manifestazione anche se non autorizzata per evitare violenze

MANTOVA. L’ordine era tassativo: «Non alimentare la tensione, non caricare, non usare alcun tipo di violenza, a meno che non ci siano aggressioni alle persone o danni alle cose». Era stato chiaro con i suoi uomini, il questore Paolo Sartori, prima della manifestazione dei ribelli del green pass. Una manifestazione non autorizzata che attraverso il tamtam sui social, ha chiamato alle armi circa 200 persone, al grido del no ai vaccini e a quella che considerano l’invenzione del Covid 19. Ciechi di fronte alle decine di migliaia di morti, alle famiglie distrutte e alla centinaia di migliaia di persone che hanno lottato per guadagnare ogni respiro nelle corsie degli ospedali. Tracotanti dietro il loro inneggiare alla “libertà”, non hanno nemmeno chiesto l’autorizzazione alla Questura prevista dalla legge: si sono ritrovati alle 5.30 in piazza Sordello per proclamare la loro ribellione, dopo aver annunciato su Facebook che «saremo tantissimi».

Erano poco meno di 200, tra cui tanti anziani e tanti bambini, trascinati in piazza dai genitori in una domenica che invitava a ben altro. “Viva la costituzione”, “No obbligo del green pass”, “Libertà di scelta”: questi alcuni dei cartelli esibiti dai “ribelli”, quasi tutti, ovviamente, senza mascherina, ma dotati di cellulari per riprendere l’esibizione. Proprio in considerazione del rischio che i disordini mettessero in pericolo i più deboli, la manifestazione non autorizzata non è stata sciolta: gli agenti della Questura e della polizia locale si sono limitati a seguirla passo dopo passo. L’unico momento di tensione, molto caldo per la verità, si è avuto quando i manifestanti hanno cercato di allargare il raggio del corteo alle vie vicine. Seguiti ma anche filmati, in ogni angolo. Da sabato sera negli uffici della Digos si lavora senza sosta per identificare i partecipanti. La maggior parte degli organizzatori e di coloro che hanno preso la parola hanno già un nome, anche perché diversi tra loro sono già conosciuti dalle forze dell’ordine, per la loro vicinanza a gruppi di vario genere.

Tra loro anche qualche appartenente al gruppo extraparlamentare Casa Pound, che però non ha preso la parola, partecipando evidentemente, a titolo. In mezzo a molti simpatizzanti e a tanti curiosi, una settantina gli attivisti. Per i promotori e gli organizzatori che sono in via di identificazione in queste ore, secondo i primi calcoli all’incirca una decina, scatteranno le denunce per la manifestazione non autorizzata.

Video del giorno

Mantova, visita segretario generale Slc Cgil alla cartiera

La guida allo shopping del Gruppo Gedi