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«Danni per 5 milioni Ma la conta crescerà» Agricoltori mantovani desolati

Mais, soia e pomodori distrutti sino all’80% Nei vigneti si teme per la produzione 2022 Stalle e barchesse a terra

MANTOVA. Danni per almeno 5 milioni stimati da Coldiretti, con zone dove le produzioni sono state colpite al 70-80%. La conta del disastro, con aziende scoperchiate, serre distrutte, mezzi agricoli e ricoveri attrezzi danneggiate è appena all’inizio. Il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra, parla di «scenario apocalittico» e di «estate che ha messo in ginocchio le produzioni di un’area molto vasta della provincia». Per Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura, «purtroppo bisogna prendere atto di una evidenza: il cambiamento climatico è un fatto strutturale. E quindi gli agricoltori si devono tutelare assicurando i loro beni».

Vigneti, mais, soia, prati, colture orticole, pomodori da industria e meloni e hanno subito pesanti danni anche gli immobili e le strutture di ricovero di attrezzi e animali.

Nei vigneti anche la prossima stagione sarà compromessa, perché la pianta ha subito danni profondi, e si rischia l’estirpazione con il rischio di comprimere la biodiversità del Basso Mantovano. Per non parlare dei tetti crivellati dalla grandine, come quelli di Marco Tondelli a Gonzaga, o degli impianti fotovoltaici distrutti, delle stalle scoperchiate, come quella di Gianni Canevaro per 140 bovini, sempre a Gonzaga.

«Il maltempo non dà tregua – conclude il presidente Carra, mentre la pioggia continua a cadere su buona parte del territorio provinciale e nell’Asolano gli agricoltori sono appena stati colpiti da una bomba d’acqua -, intensifica le percentuali dei danni, non inferiori in alcune zone al 70-80% delle produzioni e ogni anno mette in ginocchio sempre di più le aziende agricole».

Il clima impazzito colpisce anche le imprese agromeccaniche fra Gonzaga e Pegognaga. Il bilancio è negativo non soltanto per i danni subiti alle colture condotte personalmente e per i terreni presi in affitto le cui superfici sono state di fatto annientate dalla grandine, ma per i contoterzisti si parla anche di un danno emergente, perché le perdite che gli agricoltori hanno subito nei campi si traducono, puntualizza Marco Speziali, presidente di Confai Mantova, «in un mancato reddito pesante, soprattutto perché la campagna di raccolta autunnale, fra raccolta della soia, trebbiatura o trinciatura del mais, costituisce il 60-70% del fatturato delle aziende che operano per conto terzi».

«I territori investiti dalla violenza del vento e della grandine devono essere aiutati subito. Sono in contatto con sindaci, cittadini e imprenditori di Gonzaga, e di tutto il Basso Mantovano: la conta dei danni è impressionante mi sono immediatamente confrontata con l’Assessore all’Agricoltura Rolfi, che mi ha confermato che chiederà lo stato di emergenza». A dirlo in consigliere regionale ed ex sindaco di Gonzaga Antonella Forattini.

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