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Nutrie, un agricoltore disperato: «Stanno distruggendo i raccolti»

Chiama a raccolta assessori, consiglieri provinciali e regionali: «Che vengano a vedere cosa succede». Nell’ultimo anno la situazione si è aggravata per le restrizioni anti-Covid che hanno impedito le catture

SCHIVENOGLIA. Un agricoltore di Schivenoglia grida la sua disperazione per le nutrie che distruggono il suo raccolto e fa appello alla politica: «Siamo all’esasperazione, voglio che chi decide venga ad ascoltarci».

Ad alzare la voce con forza è Leonardo Lamberti, imprenditore agricolo del fondo Corte Rangona che si trova al confine tra Schivenoglia e il territorio di Villa Poma. L’uomo racconta che il suo raccolto è fortemente compromesso dalle nutrie, una situazione esasperante che lo sta mettendo a dura prova giorno dopo giorno.

Il terreno che Leonardo coltiva a cereali è attraversato da un canale, luogo ideale per la proliferazione del roditore. «Per una profondità di 15 metri da quel corso d’acqua il raccolto è completamente andato, distrutto – spiega – le nutrie mangiano il cereale. Inoltre stanno danneggiando gravemente anche il canale stesso: il corso d’acqua si allarga continuamente. Le sponde si sono ritirate di oltre un metro e mezzo, franando a causa delle gallerie scavate da questi animali».

La nutria si riproduce molto velocemente, le femmine arrivano ad avere tre cucciolate in un anno. Cuccioli che entro i 365 giorni si riproducono a loro volta. La popolazione aumenta quindi in modo esponenziale.

Nell’ultimo anno il problema si è aggravato e in questa situazione, con tutta evidenza, il Covid ha le sue responsabilità. Infatti è ormai chiaro che lo scorso anno, complici le misure restrittive e l’attenzione di tutti catturata dall’epidemia, l’attività ordinaria di contenimento della nutria è stata trascurata.

Il risultato si vede quest’anno, con un forte aumento degli esemplari e, di conseguenza, dei danni a raccolti e argini di canali e fiumi.

«L’aumento di questi roditori è evidente, non ho mai visto così tanti cereali distrutti dalle nutrie. È un disastro, io sono disperato – dice Lamberti – come tanti altri agricoltori, sono al limite. Abbiamo già visto cosa può succedere con la disperazione, penso a quanto accaduto pochi mesi fa alle oasi del Busatello. Adesso voglio che qualcuno venga qui ad ascoltarci, voglio che vengano assessori, consiglieri provinciali e regionali con gli amministratori locali a vedere cosa succede nel mio campo. Loro fanno le disposizioni seduti a una scrivania, ma non si rendono conto di che succede nei campi. Anche il sistema di contenimento non funziona. Di notte gli animalisti vengono a distruggere le gabbie. Il mio è un appello alla politica, perché sono esasperato, qualcuno deve ascoltarci e deve venire a vedere quello che succede e poi fare qualcosa per risolvere il problema. La situazione non è più sostenibile».

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