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Superbollette Sicam: Adiconsum rilancia in attesa del giudice

L’associazione invita a non pagare e ad avere fiducia: «Il ritardo nel verdetto? È perché la questione è decisiva»

ALTO MANTOVANO. Adiconsum rilancia la sfida a Sicam sul fronte delle bollette relative alle partite pregresse, e cioè i circa 21 mila avvisi di pagamento che sono stati emessi nel 2019 a fronte di partite contabili in precedenza non fatturate, riconducibili però agli anni 2006-2011, e che, alla fine, sono state quantificate per un totale complessivo di 3.277.000 euro.

L'incontro di stamattina (27 luglio), in diretta streaming, è servito per fare il punto della situazione. «Stiamo aspettando la sentenza di un procedimento, che non abbiamo messo in piedi di noi, ma che è decisiva per il futuro di questa storia. Il problema è che sono passati ormai molti mesi e serve ricordare ai cittadini che noi non stiamo abbandonando la battaglia». L'associazione che fa capo alla Cisl rilancia e invita i cittadini «a non desistere proprio in questa fase. Una volta pagato, infatti, sarà dura avviare l'eventuale rimborso. Quindi chiediamo di valutare bene il da farsi dato che noi stiamo portando avanti la questione con reclami e con quanto in nostro possesso».

Il presidente Franco Mosetti ha poi ricordato che «questa lunga attesa ci fa pensare di essere nel giusto. Il fatto che il Giudice di Pace stia attendendo non è, come abbiamo sentito dire, perché c'è un complotto in essere e, in realtà, le sentenze sono già state emesse e non lo si vuole dire. È l'esatto contrario. Questa è una vicenda complessa e il fatto che la sentenza non sia immediata dimostra che è stata sollevata una questione decisiva e non di poco conto. Quindi, pur se è fastidiosa questa lunga attesa, ci sentiamo di affermare che forse siamo nel giusto e che le osservazioni fatte sono legittime».

In chiusura Mosetti ricorda che «questa è una vicenda che riguarda da vicino anche il mondo politico dato che è strano il silenzio della amministrazioni e, allo stesso tempo, un ente come Sicam non è esente dal mondo politico. Come d'altronde Arera e le autorità competenti. Noi abbiamo fiducia nella giustizia e crediamo anche che ci possa essere una soluzione di dialogo e di confronto che, ad oggi, è una strada che non è ancora stata perseguita. Non ci fermiamo e non dimentichiamo quanto fin qui fatto».

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