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Farmacia a Levata: 150mila euro di affitto all’anno. Cresce la protesta

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La locazione per l’ex Metro ha una durata di quattro anni. I pazienti all’Asst: «Trovate un immobile dentro il Poma»

CURTATONE. Centocinquantamila euro all’anno di affitto, più ventimila euro di spese di utenze (luce, acqua, gas, riscaldamento e rifiuti) per un periodo di quattro anni con possibilità di recedere, da parte dell’Asst, a partire dal terzo anno.

Ecco quanto costerà all’azienda socio sanitaria di Mantova il trasferimento della farmacia del Carlo Poma, da sempre interna al complesso ospedaliero di strada Lago Paiolo, nel capannone dell’ex Metro di Levata di Curtatone.

La bozza del contratto di locazione con la Metro Italia Cash & Carry spa di San Donato Milanese per avere la disponibilità del capannone dismesso di Levata è già nero su bianco su un decreto del direttore generale dell’Asst, Raffaello Stradoni, firmato il 27 luglio. Secondo gli accordi con Metro spa il contratto decorre dal primo settembre e scadrà il 5 dicembre 2025.

Come noto e riportato più volte dalla Gazzetta di Mantova, l’Asst ha dovuto cercare un nuovo magazzino della farmacia del Poma dopo che nel maggio scorso Nas e tecnici del sevizio di accreditamento dell’Ats Val Padana avevano scoperto che i farmaci del Poma erano stoccati in un seminterrato dell’ex reparto Malattie Infettive non ritenuto idoneo dal punto di vista strutturale per farmaci, flebo e altri presidi sanitari. Tra l’altro, a quanto pare, non era mai stato autorizzato come magazzino per i farmaci.

È così partita la caccia a un nuovo immobile. In questi mesi l’Asst con procedure di evidenza pubblica ha ricevuto manifestazioni di interesse da parte di altri proprietari di capannoni, in prevalenza ex grandi magazzini. Alla fine ha trovato l’accordo con Metro spa grazie anche alle caratterische dell’immobile proposto.

Da maggio a oggi i medicinali della farmacia del Poma sono stati stoccati in altri quattro magazzini esterni e per gestire il rifornimento in ospedale e la movimentazione dei dispositivi e dei presidi medico chirurgici, l’Asst ha dovuto estendere di altri sei mesi, fino al 31 ottobre 2021, il rapporto già in essere con una società che si occupa di logistica.

Nel frattempo alla notizia del trasferimento fuori dal Poma della farmacia la reazione dei pazienti e degli operatori sanitari non si è fatta attendere.

Ecco alcuni post a commento della notizia pubblicata dalla Gazzetta di Mantova: «La farmacia dell’ospedale deve restare all’interno del complesso e il più vicino possibile». «Il Poma continua a perdere pezzi». Ci sono poi pazienti oncologici che lamentano che dovranno andare a Levata a ritirare i farmaci ed ex operatori sanitari che sottolineano il disagio nel rifornimento dei farmaci nei reparti in caso di emergenza.

La maggior parte, però, fa notare che con tutti i soldi che saranno spesi per l’affitto si potrebbe sistemare uno dei vecchi padiglioni del Poma, magari prendendo in esame l’immobile che un tempo ospitava la Seconda Medicina.

In ospedale c’è chi sostiene che si cercherà la soluzione migliore per i pazienti, magari facendo arrivare i farmaci nella palazzina della Farmacia ancora situata all’interno del Carlo Poma e che al momento sarebbe difficile trovare in tempi brevi un altro immobile all’interno dell’area dell’ospedale di Mantova con caratteristiche che rispondano ai requisiti di un magazzino per farmaci.

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