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Bollette più care nei venti comuni Sicam

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Ok della Provincia alle nuove tariffe: in quattro anni aumenti del 10% a fronte di investimenti del gestore per 34 milioni

MANTOVA.  Anche l’acqua dei venti Comuni dell’Alto mantovano gestiti da Sicam diventa più cara. Il consiglio provinciale, ieri, ha dato l’ok agli aumenti delle tariffe per i prossimi quattro anni, dopo il via libera all’unanimità ottenuto dal cda dell’ufficio d’ambito Ato e dalla conferenza dei sindaci. Da qui al 2023 le famiglie si troveranno bollette rincarate di circa il 10% a fronte, però, di un massiccio piano di investimenti da parte del gestore per ammodernare o costruire nuovi acquedotti, reti fognarie e depuratori.

Gli incrementi partono dal 2020, per cui i cittadini saranno chiamati a versare dei conguagli, probabilmente già con le bollette di settembre-ottobre.

Per il 2020 le tariffe aumenteranno del 4,2% rispetto all’anno precedente, nel 2021 del 2,2% rispetto a quelle del 2020 e così via anche per gli altri anni: nel 2022 cresceranno del 3,5% e nel 2023 del 2,7%. L’Ato ha fatto delle simulazioni: una famiglia media alla fine del quadriennio pagherà all’anno di servizio idrico integrato 304 euro a fronte dei 268 che pagava nel 2019 (nel 2020 verserà 279 euro, nel 2021 286 euro e nel 2022 296). Ato ha fornito anche un raffronto con le tariffe applicate dagli altri gestori (Aqa, Ireti, Aimag) da cui si evince che quelle di Sicam sono più alte in media del 10-15% rispetto a quelle applicate da Aqa che gestisce il servizio idrico integrato in 40 Comuni. In assoluto le tariffe più alte sono quelle di Ireti che gestisce, però, solo due Comuni, Gazzuolo e Viadana e che entro quest’anno dovrebbe passare la mano ad Aqa (350 euro all’anno quest’anno). Anche Aimag (sette Comuni nella bassa) non scherza: già quest’anno gli utenti pagano 320 euro all’anno, che diventeranno 323 nel 2023. Va anche detto che tre Comuni, ora in Aqa, godono ancora di vecchie tariffe, molto più basse rispetto a quelle applicate negli altri territori. Si tratta di Porto Mantovano e San Giorgio Bigarello (ex Asep), Castiglione delle Stiviere (ex Indecast).

Va anche ricordato che il provvedimento tariffario approvato da Palazzo di Bagno comprende anche la convenzione di affidamento del servizio che per Sicam rimarrà vincolato al 2025 (per Aqa l’affidamento era già stato prorogato fino al 2037 quando furono approvate le nuove tariffe nell’aprile scorso).

Sicam, in cambio di tariffe più alte, si è impegnata a realizzare un piano di investimenti che, in quattro anni, ammonta a 33,9 milioni di euro, quasi 8 all’anno. Gli impegni più corposi riguardano il completamento degli acquedotti di Gazoldo (in dirittura di arrivo) e di Goito (resta da costruirne la metà per chiudere la partita), e la realizzazione di quello di Rodigo. Si interverrà anche su fognature e depurazione: sono già in corso interventi a Monzambano, mentre presto partiranno a Castel Goffredo e a Guidizzolo. Complessivamente, in quattro anni si investiranno 15.895.472 euro sugli acquedotti, 9.960.331 euro sulle fognature, 4.902.88 sulla depurazione e 3.186.000 euro su altre attività idriche.

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