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Morte De Donno, la nipote distrutta: «Zio, perché non ci hai chiesto aiuto?»

L'abitazione di De Donno con un mazzo di fiori all'ingresso

Parlano parenti e amici del medico scomparso. Francesca De Donno: «Non troviamo una spiegazione e abbiamo il cuore infranto». Roberto Mari: «Sabato scorso ho avuto l’impressione che avesse staccato la spina»

MANTOVA. La moglie Laura e i figli Edoardo e Martina sono chiusi nel loro dolore e non se la sentono di parlare. Lo stesso la sorella Lucia, che delega la figlia Francesca, 35 anni, nipote dello pneumologo scomparso martedì pomeriggio a ricordare lo zio.

«Siamo sempre stati una famiglia molto unita – sottolinea la nipote del dottor De Donno con un filo di voce – perderlo, e per di più in questo modo, per tutti noi è una cosa davvero molto difficile da riuscire a elaborare. Era sempre disponibile con tutti, la sua vita era dedicata al lavoro e al prossimo. E, come tanti hanno potuto constatare di persona, aveva un sorriso per tutti. Era dolce e gentile, sapeva ascoltare e alla fine aveva una parola per ognuno. Io sono la nipote diretta, e gli ero molto affezionata. Ha fatto il padrino alla cresima di mio fratello. Ricordi bellissimi che fanno a pugni con quello che oggi ancora non riusciamo a comprendere. Non stati trovati scritti o biglietti, quindi non abbiamo certezza su nulla. Possiamo solo restare con il cuore infranto e un enorme punto di domanda: perché non ha chiesto il nostro aiuto?».

Roberto Mari, presidente del consiglio comunale di Porto Mantovano, non è parente di De Donno ma un amico fraterno e suo portavoce in più occasioni. Ed è uno dei pochi che cerca di intravedere una spiegazione: «Era rimasto molto male per alcuni attacchi in ambito lavorativo. Anche dopo che aveva lasciato l’ospedale per diventare medico di base aveva registrato una sorta di invidia per i pazienti che correvano da lui. Negli ultimi mesi mi diceva che aveva mollato i social e non li guardava più. Ma io so che ogni tanto una sbirciata la dava. E quello che leggeva a volte non gli piaceva affatto. Due domeniche fa ci siamo visti a Porto e ho capito che qualcosa non andava, si vedeva dallo sguardo, non era il solito Giuseppe. Poi dal giorno dopo non mi ha più scritto, quando di solito lo faceva almeno una volta al giorno. E sabato scorso ho avuto l’impressione che avesse staccato la spina...».

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