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Lo stupro di gruppo a Suzzara, choc e condanna ferma: «Manca cultura del rispetto»

Indagini della Polizia, in foto il questore di Mantova Paolo Sartori

Le parole degli amministratori e del parroco dopo l’episodio di gravissima violenza nei confronti di una minorenne a una festa

MANTOVA. La notizia dei cinque ragazzi tra i 20 e 23 anni residenti tra Suzzara, Gonzaga e Pegognaga, indagati con l'accusa di stupro di gruppo aggravato ai danni di una minorenne cremonese, ha indubbiamente suscitato incredulità e sconcerto tra gli abitanti dei rispettivi paesi.

A Suzzara, Arianna Mari, assessore alle Pari Opportunità pur condannando l'episodio si dimostra prudente: «Premesso che è doveroso attendere lo sviluppo delle indagini, che dovranno chiarire dinamica e responsabilità, resta ferma la condanna verso tutti gli atti di violenza, che sono inaccettabili e vanno combattuti innanzitutto trasmettendo la cultura del rispetto e della parità. Come Commissione Pari Opportunità di Suzzara siamo impegnati da tempo su questo fronte, grazie alla sinergia con le scuole del territorio e alle tante iniziative che vengono realizzate per sensibilizzare i ragazzi di ogni età contro ogni forma di violenza e sopraffazione dell’altro. L’impegno continuerà e non potrà che intensificarsi ulteriormente».

Il parroco dell'Immacolata monsignor Paolo Gibelli, contattato telefonicamente, è attualmente impegnato in un pellegrinaggio ha potuto solo leggere la notizia di cronaca sul web: «In questo momento non sono a Suzzara e quindi non ho potuto conoscere bene i dettagli, tuttavia la gravità di questo fatto passa da tre elementi: il primo è lo stupro di gruppo che è un grave atto di violenza; il secondo elemento è che tra i ragazzi manca l'educazione ai sentimenti, alla sessualità e al rispetto dell'altro o altra; il terzo elemento è quello di effettuare un lavoro di formazione sui giovani. I valori del rispetto reciproco, dei sentimenti e della sessualità oggi è molto difficile trasmetterli ai giovani».

Matteo Zilocchi, sindaco di Pegognaga afferma: «Difficile dare un giudizio sulla vicenda. Certo resta la rabbia per la violenza e la speranza che la giustizia faccia il suo corso. La mia solidarietà va alla minorenne, innocente vittima, e alla sua famiglia». Per la sindaca di Gonzaga Elisabetta Galeotti «la violenza dev'essere bandita dal concetto di vita». E aggiunge: «Un fatto aberrante. È una delle tante conseguenze della vita che conduciamo: chi grida più forte, chi fa il prepotente. Non c'è rispetto. La stampa e i social devono aiutare i giovani a far capire loro che ci sono altri modi per rapportarsi con altri».

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