La protesta silenziosa di ristoratori e baristi: non siamo controllori

Il cartello sulle vetrine dice “Siamo ristoratori non controllori” e significa «che non siamo no-vax ma che la responsabilità dei controlli non può essere addossata a noi perché non ce la facciamo»

MANTOVA. Il cartello sulle vetrine dice “Siamo ristoratori non controllori” e significa «che non siamo no-vax ma che la responsabilità dei controlli non può essere addossata a noi perché non ce la facciamo». C’è anche Mantova tra le città italiane nelle quali ieri è andato in scena il flash mob organizzato da Tni Italia per protestare contro l’obbligo di verifica del green pass. Tra chi ha aderito troviamo l’osteria Al Gallo di via Fernelli, il bar Cubano e il Caffè Bistrot di corso Vittorio Emanuele, l’Umberto I di corso Umberto.

«Siamo già stati penalizzati abbastanza – spiega Annarita Nardini titolare dell’osteria Al Gallo – di sacrifici ne abbiamo fatti tanti dallo scoppio della pandemia. Noi siamo per l’accoglienza, non vogliamo respingere i clienti e fare i controllori ci rende ancora più problematico lavorare. Siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo fatto fin dall’inizio, sensibilizzando le persone, ma non chiedeteci anche questo. Mettano degli agenti a farlo, non noi. Adottiamo tutte le misure di sicurezza: non basta? E poi perché alcune categorie sì e altre no?». E anche per i bar i problemi non sarebbero pochi come spiega Erica Querci titolare del Cubano e del Bistrot: «Come facciamo con tutti i clienti che arrivano? Così ci spengono, non possiamo permetterci di assumere una persona apposta per i controlli, ma noi non possiamo servire e al contempo controllare. Non ho altra scelta che impedire l’ingresso ai non addetti i lavori e tenere i clienti solo sul plateatico».

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