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Ospedale di Asola, pressing per chiudere i cantieri: «Servono certezze»

La Forattini all’incontro pubblico sul futuro della sanità: «La riforma rischia di smantellare quanto già fatto»

ASOLA. Buona partecipazione di pubblico all'incontro “La salute prima di tutto”, tappa di una serie di assemblee, promosse dal Pd, per fare il punto sulla riforma sanitaria regionale. A condurre la serata di giovedì sera ad Asola, nella sala del Giudice di Pace, il consigliere regionale Dem Antonella Forattini. Molti i temi discussi, dalle criticità della riforma alla situazione dell'ospedale di Asola. La Forattini ha ricordato che «è necessario che vengano terminati i lavori e che si smetta di tergiversare. Non solo, serve anche che ci sia una stabilizzazione e si capisca, in modo chiaro, quale siano i progetti su questo presidio che deve essere una struttura capace di stabilizzare i pazienti per poi condurli nei centri specializzati». Il lavoro di queste assemblee, spiega la Forattini, «nasce dall'esigenza di far nascere dal basso una consapevolezza su quanto la nuova riforma andrà a mettere in atto, e non solo per l'ospedale di Asola, ma tutto la riorganizzazione dell'Ats, dei Distretti e dei Piani di Zona, oltre alle Case di Comunità e ai nuovi presidi ospedalieri». Una riforma complessa, che ridisegna la sanità lombarda e che, ha spiegato la Forattini, «viene finanziata con i fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) ma che, per quanto Regione sta mettendo in essere, è a maglie larghe». Nel dettaglio, la Forattini è tornata sul tema dell'Ats Valpadana, «agglomerato che ha dato difficoltà. La riforma propone i Distretti, e per Regione saranno uno ogni 100 mila abitanti, e dunque 4 nel mantovano, a fronte di 6 Piani di Zona, situazione che è già di per se, su questo aspetto critica e che implica un rimettere in discussione questi ultimi e smantellarli». Inoltre, all'interno dei Distretti, ed è un'altra criticità, «ci sono ogni 50 mila abitanti le Case di Comunità, e cioè le strutture che avranno al loro interno i medici di base, i pediatri, gli infermieri ed eventuali specialisti. Una struttura che avrà il compito di alleggerire i Pronto Soccorso. Anche qua si tratta di capire dove andranno collocate e in che comuni strategici per il territorio. Non ultimo – ha concluso – , l'ospedale di Comunità, uno per distretto, con posti letto che però non devono far diminuire i posti letto nei normali ospedali». 

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