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Sanitari no vax a Mantova: in trenta a casa senza stipendio

La decisione dell’Asst dopo le verifiche sull’elenco fornito da Ats Val Padana. Stradoni: «Dei 67 resistenti i più hanno prenotato il vaccino, anche i tre medici»

MANTOVA.  L’Asst aveva annunciato il pugno duro nei confronti dei sanitari no vax, e pugno duro è stato. Anche in anticipo sui tempi prefissati, segnale inequivocabile dell’azienda ospedaliera di voler chiudere una parentesi poco piacevole che avrebbe potuto ingenerare sfiducia nei cittadini già vaccinati e in quelli che vorrebbero farlo ma che ancora tentennano.

Gli operatori sanitari che hanno scelto di non immunizzarsi nonostante una legge dello Stato li obblighi a farlo, da domani, 1° agosto, saranno sospesi dal lavoro: a casa senza stipendio. «Si tratta di una trentina di persone» annuncia il direttore generale dell’Asst Raffaello Stradoni. Le ultime verifiche hanno portato a dimezzare l’elenco di 67 persone, poi ridottosi di un’unità, fornito da Ats Val Padana all’Asst affinché prendesse i provvedimenti del caso. «I tre medici nell’elenco sono a posto, si sono vaccinati» annuncia soddisfatto Stradoni. Restano, dunque, solo infermieri e operatori socio-sanitari e professionisti con altri profili a rifiutare l’immunizzazione. Le verifiche hanno evidenziato che più della metà di chi era in elenco si è prenotato per il vaccino e che addirittura qualcuno di loro l’ha già fatto.

Nella nota arrivata nelle redazioni ieri alle 15 poche parole, senza numeri, per quanto riguarda gli irriducibili e il provvedimento adottato nei loro confronti.

«Si comunica – si legge – che in ottemperanza al dettato del decreto legge 44 del 2021, terminato tutto l'iter là delineato ed effettuate le ultime valutazioni per recuperare all'obbligo legislativo della vaccinazione tutto il personale a ciò tenuto, l'Asst di Mantova ha adottato uno specifico atto deliberativo, pubblicato sull'albo pretorio aziendale, per la sospensione del rapporto di lavoro del personale sanitario non ottemperante». Si è passati subito alla fase della sospensione del rapporto di lavoro, superando quella delle ferie obbligate che avrebbe dovuto scoraggiare i più duri.

Stradoni, giovedì, nel commentare l’elenco fornito da Ats aveva detto che per le verifiche sarebbero serviti due giorni e che si sarebbe atteso il pronunciamento dei rispettivi ordini professionali. Invece, non c’è stato bisogno di quest’ultimo passaggio.

«Gli ordini – dice il direttore – non si sono ancora pronunciati sulla sospensione, ma lo faranno. Noi siamo andati avanti. Ci aspettiamo ricorsi, ma siamo tranquilli. Così come lo siamo sul fronte dei turni di lavoro: avremo qualche difficoltà, ma nulla di insuperabile».

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