Scioperano i metalmeccanici: «Pronti a non fermarci qui»

Adesione dell’80% all’astensione provinciale proclamata da Fiom, Fim e Uilm. I sindacati: «Segnale chiaro a Confindustria e governo: il lavoro non si tocca»

MANTOVA. Adesione tra il 75 e l’80% con punte del 90% ieri nelle fabbriche metalmeccaniche mantovane allo sciopero di due ore proclamato dalle segreterie provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil al grido di “Il lavoro non si tocca”.

«La Fiom Cgil di Mantova esprime grande soddisfazione – ha dichiarato il segretario generale Marco Massari – per la riuscita dello sciopero unitario di categoria proclamato a livello nazionale e che le organizzazioni sindacali provinciali hanno indetto nella giornata di oggi. Le adesioni sono state buonissime soprattutto nel settore automotive dove si sono raggiunti picchi del 90%, mentre si registrano livelli più bassi nel settore artigiano dove è stato più difficile spiegare le motivazioni dello sciopero». Insomma «le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici – prosegue il sindacalista – hanno capito l'importanza di dare un segnale chiaro a Confindustria e governo sul fatto che questa fase cruciale debba vedere l'interlocuzione con le parti sociali. Lo sblocco dei licenziamenti sta producendo i primi gravi effetti in aziende che, pur non essendo in crisi, decidono di smettere di produrre o almeno, di farlo in Italia e la transizione ecologica prevista dal Pnrr deve essere gestita assicurando i fondi a quelle aziende che si impegneranno a mantenere stabili i livelli occupazionali, riducendo il tasso di precarietà e che riusciranno a garantire migliori condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro».

E «se tutto questo non verrà messo in atto – avverte Massari – a settembre le mobilitazioni saranno ancora maggiori fino al raggiungimento del risultato». Soddisfatta per le alte adesioni allo sciopero anche la segretaria generale della Fim Cisl Monica Tonghini: «Le adesioni sono sull’80% di media per quanto riguarda le aziende che seguiamo e questo è un dato positivo. Perché vuol dire che i temi che sono a sostegno dello sciopero sono sentiti dalle lavoratrici e dai lavoratori. E a maggior ragione per il tema della salute e sicurezza su cui c’è ancora molto c è da fare con l’impegno di tutti i soggetti coinvolti. Un impegno che dobbiamo prenderci tutti, dobbiamo lavorare tutti per un solo obiettivo».

Lo sciopero delle oltre ventimila tute blu mantovane si accompagna a quelli che si stanno susseguendo in tutta Italia a partire dal 19 luglio. Proteste che dilagano mentre alla Gkn, alla Whirlpool, alla Gianetti Ruote monta di giorno in giorno la mobilitazione contro i licenziamenti in massa. Proteste che vanno oltre la solidarietà ai colleghi rimasti fuori dai cancelli delle fabbriche perché «il problema non è solo di quei lavoratori – ha detto ieri il segretario della Cgil Maurizio Landini prima di incontrare gli operai della Gkn – è chiaro che siamo davanti a una questione più generale, perché non può passare nel nostro Paese l'idea che multinazionali ed imprese possono comportarsi in questo modo. Questa non è una battaglia territoriale e locale, questa è una battaglia nazionale che deve avere delle risposte sul piano legislativo».

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