I ponti storici mantovani si rifanno il look: ecco il piano del Comune

Completato il restauro del “due ponti”, che ha riaperto al traffico agricolo. Con i fondi ottenuti dai bandi sarà sistemato anche il palazzo pretorio

MANTOVA. Rieccolo, il ponte dei “due ponti” nella Regona di Rivarolo. In questi giorni è stato completato il restauro, con la riapertura al traffico veicolare agricolo. La sistemazione del ponte rappresenta il primo dei tre interventi programmati su altrettanti ponti storici, co-finanziati al 70% dal Gal “Terre del Po”, nell’ambito del Bando che sostiene gli “investimenti relativi alla manutenzione, al restauro e alla riqualificazione del patrimonio culturale dei villaggi, del paesaggio rurale e dei siti di alto valore naturalistico”. Interventi stimati in circa 87mila euro di lavori, oltre all’Iva e agli oneri professionali, dall’ingegner Marco Spezia dello Studio Polaris di Mantova.

In sede di candidatura è stato necessario dimostrare che questi ponti fossero stati costruiti prima del 31 dicembre 1899, condizione posta dal bando per l’ammissibilità a contributo. La circostanza che fossero censiti nel Catasto teresiano del 1774, emersa da un minuzioso lavoro di ricerca condotto all’Archivio di Stato di Mantova, ha determinato la loro finanziabilità e la “cantierizzazione” agli inizi dell’anno. Con queste premesse, infatti, acquisito il parere positivo della soprintendenza, il Gal, nell’estate 2020, ha concessi il contributo economico che ha consentito, nell’inverno, l’avvio del cantiere. Un cantiere diffuso condotto dalla ditta Lithos, aggiudicataria dell’appalto, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Cremona, Lodi e Mantova che, nella figura dell’architetto Paolo Corradini, ha effettuato i sopralluoghi, concordando le modalità d’intervento.

Sull’epoca di costruzione di questi ponti si sta dibattendo, anche in vista della pubblicazione che il Comune di Rivarolo Mantovano ha intenzione di allestire per fornire non solo un contributo documentario dell’esperienza in atto, ma per arrivare a consolidare il necessario livello di consapevolezza storica intorno a questi manufatti, entrati a far parte del patrimonio pubblico della comunità.

Se da un lato, la carenza di fonti archivistiche, non consente di andare oltre la data del 1774, l’anno in cui sono stati censiti nel Catasto teresiano, l’analisi delle caratteristiche morfologiche e strutturali, tende a collocarli nel periodo di transizione tra il medioevo e l’era moderna, che in queste zone del “Mantovano nuovo” coincide con la dominazione gonzaghesca dei “Gonzaga delle Nebbie”, per usare un fortunata espressione, entrata nell’uso comune. L’epoca cioè delle Signorie dei cadetti che ereditarono queste terre alla morte del marchese Ludovico II, nel 1478.

Il recupero dei Ponti storici nella Regona di Rivarolo e Cividale si colloca nel solco delle azioni intraprese dall’amministrazione Galli per la tutela e la valorizzazione del patrimonio pubblico. Le molte risorse che occorrerebbero per restaurare gli storici edifici di Rivarolo, ma anche per valorizzarne gli spazi pubblici significativi come piazza Finzi o per mantenere efficiente il reticolo dei corsi d’acqua superficiali o le ciclabili nella campagna, vengono ricercate con la sistematica partecipazione a bandi nazionali e regionali, senza tralasciare quelli europei.

In questo modo, tra il maggio 2019 e l’agosto 2021, l’amministrazione comunale ha ottenuto oltre mezzo milione di euro di contributi a fondo perduto, soldi che consentiranno di proseguire il restauro del palazzo pretorio, di realizzare la ciclabile per Cividale, di mettere in sicurezza alcuni attraversamenti pedonali critici nel capoluogo e nella frazione, oltre ad efficientare parte del reticolo idrico minore restaurando al contempo proprio i ponti storici.

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