Dopo la messa esposti due cartelli «Verità» e «Ucciso dallo Stato»

MANTOVA. La famiglia, tramite la Diocesi, aveva chiesto di mantenere un atteggiamento sobrio durante la cerimonia, senza polemiche e soprattutto senza riprese televisive o interviste all’interno della basilica.

E così è stato, tranne un paio di momenti in cui alcune persone hanno mostrato cartelli con la scritta “Verità” e “Ucciso dallo Stato”. Sul sagrato e in chiesa si è visto anche un nutrito spiegamento di forze dell’ordine, agenti della questura e della polizia locale, ma non c’è mai stato bisogno del loro intervento.

L’unica voce al di fuori del silenzio chiesto dalla famiglia è stata quella di un uomo proveniente da Milano che ha innalzato prima e dopo la funzione funebre all’esterno della basilica un cartello di cartone con l’accusa rivolta allo Stato: «Penso che lo Stato sia responsabile della morte del dottor De Donno, isolandolo, abbandonandolo e prendendolo in giro. Il dottore aveva trovato una terapia che funzionava e anche all’estero aveva avuto riconoscimenti e tante persone anche di Mantova sono state curate. Io penso che rispettando la famiglia che non voleva polemiche, noi siamo venuti da Milano per portare solidarietà e spero che il mio messaggio sia condiviso anche da tanta gente di Mantova» ha detto Lamberto che ha aggiunto di non essere un no vax e che da ragazzo si è fatto vaccinare. «Non sono vaccinato contro il Covid – ha concluso – credo nel mio sistema immunitario e non ho ancora incontrato questo virus e non mi preoccupo».

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