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Mantova: assalto armato in villa per rapinare la famiglia

In tre armati di pistole, coltelli e manganelli fanno irruzione nella villa di un noto professionista di Revere. Bottino: 5mila euro

BORGO MANTOVANO (Revere). In tre armati di pistole, coltelli e sfollagente e con il volto coperto da un passamontagna hanno fatto irruzione nella casa di un noto professionista di Borgo Mantovano e l’hanno rapinato. È successo nella tarda serata di mercoledì 28 luglio. Prima di scappare i banditi si sono impadroniti dei cellulari delle vittime per impedire loro di dare un allarme che poteva complicarne la fuga.

Sono da poco passate le ventidue. Il professionista, la moglie e il figlio sono in casa. Stanno guardando la televisione. Una serata come tante in famiglia. Fa caldo e le finestre sono aperte. D’improvviso, un rumore: tre uomini con il volto coperto irrompono nell’abitazione, penetrando dalla porta finestra del retro della villa. Sono decisi. Professionisti del crimine, si muovono seguendo uno schema prestabilito. Il primo impugna una pistola, il secondo un coltello e il terzo un manganello. Gli ordini sono perentori: «Sdraiatevi a terra. Fatelo con calma e non vi succederà nulla». Padre, madre e figlio obbediscono e mentre uno dei tre criminali li tiene a bada, gli altri due passano al setaccio l’intera casa. Si impadroniscono di ori, gioielli e denaro contante per un valore che supera i cinquemila euro. Poi si danno alla fuga. Non lasciano alcuna traccia, tantomeno impronte digitali perché indossano i guanti. I volti sono coperti. Di loro si intravedono solo gli occhi e la bocca. Non sono stranieri, parlano un italiano corretto.

Lasciano la casa con un’auto probabilmente di grossa cilindrata non prima però di essersi impadroniti di tutti i cellulari delle vittime.

I rapinati, assicuratisi della partenza dei criminali, riescono a dare l’allarme ai carabinieri con un cellulare che avevano in casa e che la gang non aveva trovato. Nel giro di pochi minuti sul posto accorrono i militari di Borgo Mantovano e una pattuglia del nucleo radiomobile di Gonzaga.

La villa viene passata al setaccio nel tentativo di trovare tracce degli assalitori che però sono stati molto attenti a non lasciare segni del loro passaggio. In poche ore vengono acquisite le immagini delle telecamere in zona e nell’intero paese. Vengono effettuati, nelle ore successive, controlli attraverso le celle telefoniche, grazie alle quali si può localizzare la posizione di un telefono e l'utente che non può fare nulla per impedirlo se non spegnere il telefono.

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