Mantova, vaccino a dipendenti e familiari: prevenzione allargata in azienda

La campagna sperimentale di Ats alla Francescon di Rodigo: dosi anche a coniugi e figli di oltre 100 lavoratori

MANTOVA. Più di cento lavoratori vaccinati in poche ore e una sessantina di familiari già prenotati per oggi. Si chiude con l’estensione della campagna a mogli e figli dei collaboratori la sperimentazione di Ats Val Padana nell’azienda ortofrutticola Francescon di Rodigo, apripista delle vaccinazioni nelle aziende delle province di Mantova e Cremona. Soprattutto stranieri i dipendenti che hanno approfittato del mini-hub aziendale. «Il progetto, che si sta concludendo con soddisfazione, rappresenta un modello dall’alto valore simbolico e una buona pratica cui tendere e replicare, soprattutto nell’eventualità di una fase ulteriore di vaccinazioni – commenta Salvatore Mannino, direttore generale di Ats Val Padana – ma la sperimentazione di queste settimane si inserisce nel quadro più ampio della prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro, sul quale lavoriamo da tempo attraverso il progetto Whp (Workplace health promotion)».

Gioco di squadra per nulla scontato tra Ats e mondo economico, quindi, ma anche sinergia all’interno della stessa azienda sanitaria. «Con questo progetto si è concretizzata un’integrazione tra aree diverse di Ats: il servizio prevenzione e sicurezza dell’ambiente di lavoro e il servizio vaccinazioni, diretti da Alberto Righi e Antonio Piro, che ringrazio» puntualizza Mannino.

Soddisfatti anche i dipendenti e il titolare, Bruno Francescon, che l’anno scorso ha dovuto fare i conti con un focolaio da un centinaio di operai proprio nel periodo di maggior lavoro. «Si sono vaccinati tanti ragazzi che per diversi motivi non l’avevano ancora fatto – spiega l’imprenditore – molti miei collaboratori non hanno padronanza della lingua italiana e hanno avuto difficoltà ad accedere al servizio di prenotazione. Tra oggi (ieri per chi legge) e martedì scorso hanno fatto l’iniezione in pochi minuti. Hanno aderito con entusiasmo e domani (oggi), visto che ci sono ancora vaccini disponibili, avranno la possibilità di vaccinarsi anche i loro familiari: soprattutto mogli e ragazzi dai 15 ai 20 anni. Speriamo che questa esperienza sia di stimolo per altri imprenditori».

In realtà le richieste già ci sarebbero, ma perché il progetto possa fare tappa anche altrove occorre il via libera dell’Unità di crisi regionale: «Ci stiamo confrontando con loro per valutare la possibilità di estendere la sperimentazione» conferma il direttore, che tiene anche a far sapere che la campagna vaccinale continua senza sosta, nonostante le ferie. E che vale la pena approfittarne: «Abbiamo messo a disposizione dei mantovani, per i giorni a venire, una quantità di dosi per tutte le età, con accesso diretto per categorie come gli over 60 e il personale scolastico. Negli hub vaccinali, presenti su tutto il territorio, ci sono posti liberi. È un’opportunità che spero i cittadini sappiano cogliere». 

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