L’abbraccio di Terence alla “sua” Pomponesco: «Grazie per la serata e i meravigliosi ricordi»

Cittadinanza onoraria 38 anni dopo il set di “Don Camillo”: «Potrei tornare per un film». Sarà ambasciatore del luadèl

POMPONESCO. «Ieri sera, proiezione di Don Camillo a Pomponesco, il luogo dove il film è stato girato. Grazie per una grande serata e per i meravigliosi ricordi». Queste le parole con cui Terence Hill, sulla sua pagina Facebook ha accompagnato alcune immagini della giornata di sabato, nel corso della quale all’attore è stata conferita la cittadinanza onoraria del Comune in riva al Po.

Tra i commenti al post, anzitutto quello di Andy Luotto, anch’egli nel cast della pellicola: «Mi sarebbe piaciuto esserci, che grande esperienza per me!».

È stata una vera giornata di festa, culminata con la proiezione in una piazza gremitissima del film girato nel 1983 in cui Terence Hill interpretava il parroco creato dalla penna di Giovanni Guareschi. Per lui Pomponesco è stato una casa per circa un anno, tra la fase preparatoria (di Don Camillo Terence Hill è stato anche il regista) e la lavorazione vera e propria. L’attore, quindi, risiedeva con la famiglia all’hotel Il Leone, che si affaccia proprio sulla piazza principale.

Tutto era cominciato in mattinata, con la cerimonia nel corso della quale il sindaco Giuseppe Baruffaldi ha consegnato il diploma attestante la cittadinanza onoraria intestato a Terence Hill, che all’anagrafe è Mario Girotti. E sempre con lo pseudonimo è stata da lui firmata la carta accompagnatoria al diploma, in cui si attribuisce la cittadinanza, che però non è l’unica onorificenza conferitagli sabato. Terence Hill, infatti, ha accettato di diventare “ambasciatore del luadèl”, quindi testimonial del prodotto tipico di Pomponesco, quel “pane di prova” che è stato riscoperto dalla trattoria del Cavalier Saltini e che Mentore Negri, priore della Confraternita, propone in versione rivisitata ai suoi clienti nella panetteria Il Cesto. E il luadèl non poteva mancare al termine della cerimonia.

Terence Hill non ha mancato di ricordare come a Pomponesco abbia lasciato un pezzo di cuore, con amicizie mantenute nel tempo. E i pomponescani non hanno perso l’occasione di incontrarlo la sera in piazza, riempita da circa cinquecento persone. Un bagno di folla - gestito dai volontari della Protezione civile - durante il quale l’attore non si è sottratto al rito della firma degli autografi. Alcuni dei presenti avevano partecipato al film come comparse, anche se i figuranti all’epoca giunsero un po’ da tutta la provincia. Il sindaco Baruffaldi ha consegnato a Terence Hill anche una targa ricordo, con l’attore che si è lasciato sfuggire una promessa, quella di tornare di nuovo nel paese rivierasco.

E magari non solo per una visita di cortesia: «Potrei girare un altro film» si è lasciato sfuggire. Una promessa che è stata degna conclusione di un evento progettato da tempo e ostacolato dalla pandemia, ma che alla fine è andato in porto grazie, ha sottolineato il sindaco, alla moglie di Terence Hill, Lori, e a Mara Mori, la cui famiglia al tempo gestiva Il Leone.

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